Festa dei Popoli. Parole d'ordine accoglienza e integrazione

Scritto da   Mercoledì, 23 Maggio 2018 14:54 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Clima di grande condivisione e allegria alla Festa dei Popoli, manifestazione che si è svolta ieri a Roma presso la Basilica di San Giovanni in Laterano organizzata dall’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma, dalla Caritas di Roma e dall'Impresa Sant'Annibale.

“Accoglietevi come Cristo ha accolto voi” il titolo di questa 27ma edizione che è stata dedicata all’accoglienza e all’integrazione dei migranti e che per la prima volta ha aperto le porte alle comunità non cattoliche in un incontro di culture e sensibilità diverse che si sono unite per festeggiare insieme, con un unico obiettivo: l’integrazione e l’accoglienza.

Il primo passo da compiere, dicono i rappresentanti di quasi 545.000 stranieri residenti nelle comunità presenti nella città metropolitana di Roma, è andare oltre le differenze per cogliere gli aspetti positivi di ogni cultura. Una sfida che chiama in campo tutti e si gioca a più livelli: “La Festa dei Popoli è un momento di grande integrazione e di unità - dichiara Don Pierpaolo Felicolo, direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Roma - che ci rende più forti nel cammino comune. La speranza è che oggi sia per tutti non solo un momento di festa ma anche di riflessione”.
 
Tante le esperienze che i cittadini delle diverse comunità hanno voluto condividere. È il caso di Osman, un rifugiato proveniente dalla Somalia, che nel corso del convegno “La Chiesa in ascolto” ha raccontato il suo cammino verso l’Italia dal suo Paese d’origine, la Somalia, dove viveva con la sua famiglia fino a 18 anni quando è dovuto scappare perché ricercato. Ha impiegato 8 mesi ad arrivare in Italia: “Tutti parlano del viaggio in mare per arrivare qui, ma pochi parlano del viaggio nel deserto”, altrettanto pericoloso e ostile. Osman è partito con una macchina pagando 900 dollari per rmanere bloccato senza acqua e cibo nel deserto per 12 giorni a causa di un guasto. Con lui altre 30 persone, di cui solo 2 arriveranno a Tripoli assieme a lui per affrontare il mare su un barcone. Tutto per arrivare in Italia, prima a Lampedusa e poi a Roma, dove, per 4 mesi è stato in un centro di accoglienza che però lo ha mandato via una volta ottenuti i documenti come rifugiato. Oggi, grazie al Centro Astalli, lavora e riesce ad andare avanti.

Earth Day Italia, che ha partecipato alla manifestazione è entusiasta dell’esito. “La Festa dei Popoli è stata un importante momento di unione e di inclusività - sottolinea Pierluigi Sassi, Presidente di Earth Day Italia - in piena coerenza con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile  dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Quest’anno, per la prima volta, l’evento ha accolto anche le comunità non cattoliche e l’auspicio è quello di puntare sempre più all’inclusione di tutti i cittadini e di tutte le comunità”.

 

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