Condivisione e fiducia: la "Ricetta (di) Milano" per abbattere muri e favorire l’integrazione tra culture In evidenza

Scritto da   Martedì, 12 Giugno 2018 19:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
Vota questo articolo
(0 Voti)
Condivisione e fiducia: la "Ricetta (di) Milano" per abbattere muri e favorire l’integrazione tra culture

In un mondo globalizzato la sfida dell’integrazione è una delle più urgenti e delicate. Lo sa bene anche il nostro Paese che sta affrontando una congiuntura non facile da questo punto di vista; la questione migratoria non riguarda infatti solo il problema dell’accoglienza, tema su cui il dibattito politico e culturale non è probabilmente affrontato con la profondità che meriterebbe, ma riguarda anche il tema della reale integrazione degli stranieri all’interno delle nostre città per la costruzione di una società inclusiva, pacifica e accogliente.

A Milano dal 20 maggio scorso l’assessorato alle politiche sociali sta promuovendo “Insieme senza muri”, iniziativa che prevede una serie di eventi legati al tema dell’accoglienza, dell’apertura alle differenze, all’inclusione, alla multiculturalità.

A chiudere il calendario il prossimo 23 giugno “Ricetta Milano”, iniziativa di cui ha parlato all’interno di “A Conti Fatti” Emanuela Vita, ideatrice dell’evento e fondatrice dell’associazione KAMBA che promuove l’inclusione sociale di giovani richiedenti asilo e migranti attraverso l’alta cucina internazionale.


Cos’è Ricetta Milano?
Ricetta Milano è l'evento conclusivo della lunghissima kermesse " Insieme senza Muri" che si tiene a Milano dal 20 maggio al 23 giugno. Consiste in una lunghissima tavolata che in Parco Sempione metterà in tavola la città.
Viene chiesto a tutti i milanesi, di nascita e di adozione, di portare e condividere il proprio piatto dell'infanzia questo perché se i milanesi si siedono attorno a un tavolo attraverso il piatto dell'infanzia possono andare a ritroso nella storia delle migrazioni che hanno fatto e che fanno di Milano una città meticcia e internazionale.

Si condivide il pasto nel senso che il vicino di tavola è casuale?
Assolutamente. Ci si iscrive singolarmente oppure in gruppo attraverso una piattaforma on line www.ricettamilano.it. Se ci si iscrive singolarmente si condivide tutto il tavolo con estranei, se ci si iscrive in gruppo si condivide metà del tavolo con estranei.


Ricetta Milano nasce dall’esperienza di Kamba, la tua associazione.

Ricetta Milano è la scala di un progetto nato 3 anni fa durante Expo con l’associazione Kamba che si occupa di integrazione di ragazzi richiedenti asilo ospitati in centri di accoglienza. L'associazione si occupa di formazione attraverso l’alta cucina africana e fornisce delle competenze spendibili a giovani rifugiati e profughi. Da tre anni organizza delle cene nelle case private milanesi per far entrare i nuovi arrivati in Italia nella vita quotidiana della città.

Che risultati avete avuto? Il cibo può essere uno strumento utile per favorire il dialogo tra culture e tradizioni diverse?
Il cibo è un linguaggio universale, sul cibo non si mente.
Quando chiediamo qual è il cibo dell'infanzia tutti chiudendo gli occhi nel ricordare la mamma o la nonna ricordano di fatto che quasi tutti veniamo da storie di migrazione e di spostamenti, per lavoro quasi tutte le nostre famiglie hanno dovuto cambiare luogo e città. Attorno al tavolo guardando nei piatti e raccontandosi da dove si viene in qualche modo si mette in evidenza che veniamo quasi tutti da storie di viaggio.

Una storia di viaggio che in questo momento è oggetto di un aspro contraddittorio politico. Da questo punto di vista come si pone la città di Milano?
Dopo appena dieci giorni dal lancio della piattaforma si erano già iscritte quasi 4.000 persone e oltre 40 hanno messo a disposizione la propria casa per accogliere delle cene preparatorie nelle tre settimane, prima dell'evento. Questo è un dato importante, bello e significativo ed esprime una città che ha un carattere aperto.

Che messaggio vogliono lanciare Kamba e la città di Milano con questa iniziativa?
Il grande messaggio è sicuramente quello di non avere paura e di fidarsi perché sedersi a tavola e mettere il proprio piatto in condivisione con estranei, assaggiare il cibo di sconosciuti significa soprattutto fidarsi del cibo prodotto da persone che non si conoscono e che hanno gusti, costumi e sapori differenti.

Letto 67 volte

Informazioni aggiuntive