Camminare oltre le differenze: i cammini interreligiosi de I Pontieri del Dialogo In evidenza

Scritto da   Martedì, 02 Ottobre 2018 19:01 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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I Pontieri del Dialogo alla Run for Peace di Roma 2018

“C'è chi viaggia per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi” scrisse Gesualdo Bufalino.
Che si tratti di pellegrinaggi, escursioni o semplici passeggiate, gli incontri, la condivisione e la solidarietà tra viandanti, sono senza dubbio le esperienze che più arricchiscono chi si mette in cammino.


Domenica 14 ottobre si celebrerà la Giornata del Camminare, manifestazione nazionale organizzata da Federtrek che promuove i valori sportivi, storici, paesaggistici e sociali di questa attività. Ne parliamo con chi ha fatto del cammino un'occasione di incontro e di dialogo anche tra culture diverse, cercando il dialogo al di là delle differenze e superando quei pregiudizi e quelle diffidenze che purtroppo minacciano l'armonia della nostra società. Per farlo abbiamo deciso di uscire dallo studio di “A conti fatti” e letteralmente “andare in cammino” con Andrea Fellegara presidente dell'Associazione Pontieri del Dialogo, approfittando di una manifestazione che ha chiuso al traffico il centro di Roma: la Run for Peace del 17 settembre, dedicata all'amicizia e alla pace. 

 

Presidente che cosa rappresenta la Run for Peace? Perché i Pontieri del Dialogo partecipano, e in che modo?

Questa è una manifestazione per noi molto importante, e molto nelle nostre corde. La nostra è un'associazione che pratica il dialogo interreligioso e interculturale, camminando. Quale occasione migliore di poter camminare insieme a tante persone (che è poi l'obiettivo del camminare) che magari non si conoscono, e che in questo modo cominciano a conoscersi e a imparare; perché siamo tutti allo stesso livello, nella stessa situazione: camminare è qualcosa che coinvolge tutti, è uguale per tutti, a prescindere dalla religione, dal linguaggio, dal gruppo etnico di appartenenza e via discorrendo. Per questo riteniamo [la Run for Peace] precisamente nelle corde della missione e degli obiettivi che ci siamo dati, come associazione.

“I Pontieri del Dialogo, camminare oltre le differenze". Con chi camminate? con quali “differenze”? Che cosa succede durante questi cammini tra le persone che magari “devono” andare oltre le differenze?

Appunto: camminare fa bene, questo lo dicono tutti e lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Camminare nella natura da anche tante emozioni; noi esploriamo il lato sociale del camminare: il camminare tutti insieme, nel rispetto delle reciproche differenze. Le differenze sono sempre qualcosa che ti arricchisce, a patto che tu le conosca. Altrimenti può nascere diffidenza e quindi paura. Per esempio organizziamo delle camminate, che chiamiamo “etno trek”, con cui andiamo a trovare comunità religiose o o etniche, proprio per stimolare l'incontro fra le persone; e la conoscenza poi produce sempre accoglienza.

Può raccontare qualche “camminata” già avvenuta, e qualcuna che avverrà nei prossimi mesi?

Molto spesso nel mese di Ramadan, il mese sacro dei musulmani, facciamo delle camminate al tramonto. Andiamo in diverse moschee: la Grande Moschea di Roma, che è un ambiente più formale, ma anche le moschee di quartiere, che sono un po' come le parrocchie. Abbiamo un incontro; con loro facciamo la cerimonia dell'Iftar, la rottura del digiuno; e poi una grande cena tutti insieme. Ecco un modo interessante di conoscere la comunità e di fugare tante paure e diffidenze che nascono semplicemente dalla non conoscenza.

Presidente, cammin facendo siamo passati vicino al ghetto di Roma, uno dei luoghi simbolo di uno dei momenti più oscuri di intolleranza e razzismo in questa città, purtroppo in tempi molto recenti. Nella sua esperienza ha veramente riscontrato questa funzione pacificatrice del cammino che avvicina le persone?

Si, anche con episodi abbastanza particolari. Di questa manifestazione (la Run for Peace, nda.) noi siamo stati in qualche modo siamo stati antesignani; perché nel 2015, durante la prima edizione a cui abbiamo partecipato, siamo partiti dalla Grande Moschea; siamo andati a San Pietro; alla Sinagoga; e abbiamo terminato alla Piramide (Cestia, nda.) come luogo di sintesi di un po' tutte le altre religioni, quelle non abramitiche. Partendo dalla moschea, abbiamo portato la comunità musulmana davanti alle sinagoga: due comunità che per noti motivi non si incontrano facilmente. Beh, la sorpresa: quando la comunità musulmana è arrivata di fronte alla sinagoga dove c'era quella ebraica, hanno cominciato a parlare in arabo fra di loro. Come mai? Perché una buona parte della comunità ebraica romana è di origine tripolina, e quindi conosce l'arabo.

Abbiamo terminato questo cammino di 5 km della Run for Peace e siamo tornati in piazza San Pietro, davanti al colonnato simbolo di accoglienza con queste braccia che si protendono al mondo. C'è alle viste una giornata nazionale dedicata al camminare organizzata da Federtrek, associazione di cui fanno parte anche i Pontieri del Dialogo; e poi tante altre vostre iniziative per un autunno e un inverno di di incontri. Ce ne vuole parlare?

Il 14 ottobre c'è la Giornata Nazionale del Camminare: un evento che si terrà in tutta Italia; un modo, per tanti, di recuperare gli spazi delle proprie città, camminando. Molti noi sono abituati ad usare la macchina, e quindi a non riflettere sul fatto che la città si può recuperare e conoscere meglio e bene camminando, per i motivi che abbiamo detto precedentemente. Scoprirete che nelle vostre città, anche le distanze diventano molto più piccole camminando. Il 14 è un'occasione di riflessione generale su questo tema, e i Pontieri del Dialogo, come parte di Federtrek che organizza questo evento nazionale, non mancheranno senz'altro di esserci. Poi abbiamo altri progetti: ne stiamo proseguendo uno che a noi è particolarmente caro: il Cammino di San Benedetto. Facciamo un cammino che ripercorre la vita di San Benedetto: siamo partiti da Norcia, dove è nato, e lungo questo cammino arriveremo a Montecassino, dove come sappiamo ha fondato l'abbazia ed è morto. Lungo il percorso, in realtà, ha fondato tanti conventi e abbazie. La storia di questi paesi è un modo anche per riscoprire una parte delle aree interne del nostro paese: luoghi bellissimi ma spesso trascurati. Lungo il cammino di Benedetto abbiamo trovato, naturalmente, tracce di San Francesco, di San Tommaso, di Santa Scolastica. È un progetto che dura tutto l'anno: siamo partiti a Pasqua e finiremo a dicembre, quindi abbiamo ancora diverse tappe da percorrere. Felicissimi per chiunque voglia unirsi a noi. Lo chiamiamo “I passi accanto”, perché desideriamo ricordare la nostra segretaria, Elisa Costanzo, che ci ha lasciato recentemente.
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