Diritti e cittadinanza: guida ad una città plurale

Scritto da   Domenica, 09 Dicembre 2012 18:30 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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I diritti non solo vanno garantiti a parole o con le leggi ma resi esercitabili con strumenti adeguati. Per questo chi ha qualsiasi ostacolo di tipo culturale, economico o sociale (spesso linguistico) deve avere la possibilità di capire quali siano i propri diritti e come farli valere, soprattutto nell'accesso ai servizi di base essenziali.

Questo è lo scopo della guida “Cittadinanza, guida ai servizi per una città plurale” realizzata da Fondazione IntegrA/Azione, con il patrocinio del ministero per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione, l’Anci, il Teatro Due Roma e la Rete Scuole Migranti.

La guida è stata presentata il 7 Dicembre 2012 a Roma, presso lo Spazio Europa, gestito dall’Ufficio d’informazione per l’Italia del Parlamento europeo e dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea. “Cittadinanza”, tradotto nelle lingue straniere più diffuse (inglese, francese e arabo, si unisce all’altra guida “Salute, guida alla medicina per cittadini stranieri”, presentata sempre dalla Fondazione IntegrA/Azione nel marzo 2012.

La seconda parte dell’articolo 3 della Costituzione Italiana recita “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Ed appunto a questo serve la guida che vuole rappresentare, per chi è appena arrivato in Italia, un aiuto nella gestione autonoma della quotidianità e un sostegno nel reperire le prime informazioni: sul territorio, sull’ingresso e il soggiorno in Italia, sui documenti, sui servizi sanitari e sul sistema di protezione e tutele.

In vista della celebrazione del 64° anniversario della approvazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (10 dicembre 1948 a Parigi) e in preparazione al 2013 come anno Europeo dei cittadini, ciò pare un contributo essenziale non solo per garantire il diritto di cittadinanza nelle norme, ma anche per renderlo possibile e esercitabile da tutti “senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”.

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