Progetto siDialoga: Intervista a Victoria Edelmira Alvear

Scritto da Maria Teresa Serranò Venerdì, 18 Febbraio 2011 01:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Progetto siDialoga: Intervista a Victoria Edelmira Alvear

Il primo operatore in lingua del progetto di mediazione interculturale "siDialoga" dell'Associazione Impresa Sant'Annibale, racconta la cultura dell'accoglienza e le difficoltà dell'integrazione.

Victoria, vivendo in Italia da molti anni, lei è perfettamente integrata con questa cultura. Rispetto al suo paese d'origine, l'Ecuador, quali sono stati i limiti che ha incontrato qui e cosa l'ha portata a diventare mediatrice culturale?

Sono arrivata in Italia 21 anni fa e oggi vivo in quella che considero la mia seconda patria con le mie due figlie. Conservo l'Ecuador nel mio cuore ma è in Italia che progetto il mio presente ed il mio futuro.

Quando ho lasciato il mio Paese, ho lasciato una cultura in cui le donne erano relegate per lo più ai lavori domestici e alla cura della famiglia, una cultura che non sentivo appartenermi, essendo da sempre curiosa del mondo e desiderosa di apprendere e lavorare.

In Ecuador, ero impiegata amministrativa in Banca e studiavo come logopedista. Terminati gli studi, ho deciso di regalarmi un viaggio in Italia, ma poi ho trasformato la mia vacanza in qualcosa di più definitivo.

Appena arrivata, ho intrapreso lavori saltuari in pizzerie, bar e poi come assistente familiare.

Devo dire che i primi anni sono stati molto difficili, ho avuto notevoli difficoltà con la lingua, con le abitudini e con una cultura diversa dalla mia. Ho anche avuto un incidente molto grave, proprio nel momento in cui scadeva il mio permesso di soggiorno. Mi sono dovuta scontrare con la burocrazia, avevo difficoltà nel comunicare e nel capire anche quello che mi dicevano i medici in ospedale. Rinnovare il permesso di soggiorno è stato complicato, non capivo in quali uffici andare e a chi rivolgermi. Naturalmente non posso dimenticare le problematiche insorte per trovare una casa in affitto o nel chiedere chiarimenti sulle bollette. Con pazienza e con l'aiuto di tanti amici la situazione si è sistemata.

Tutto questo mi ha spinto ad impegnarmi per aiutare i miei concittadini e tutti gli stranieri ad individuare le informazioni più utili per orientarsi nel Paese. L'occasione mi è stata offerta prima nel 2002 quando ho intrapreso il percorso per divenire Mediatore Transculturale Socio-Sanitario ed oggi dal progetto siDialoga.

Di cosa si occupa esattamente un mediatore trasculturale?

La parola trans - culturale, indica che si tratta di una figura che fa da "ponte" tra culture diverse.

In un società sempre più multietnica come quella odierna e soprattutto in una città poliedrica come Roma, non può mancare una figura preposta all'intermediazione. Il mediatore si occupa del buon inserimento degli stranieri nella società e nella cultura italiana considerando l'integrità di ognuno e facilitando le comunicazioni tra stranieri e istituzioni.

Come stranieri e poi come mediatori, conosciamo la lingua, la cultura, le abitudini, gli usi, le tradizioni, i codici di comunicazione verbale e non verbale, i problemi relativi alla migrazione, le difficoltà di inserimento sociale, di acceso ai servizi sanitari e istituzionali e dunque possiamo essere una reale risorsa per promuovere l'integrazione.

Cos'è nello specifico il progetto siDialoga?

Questo progetto prevede la creazione di servizi mirati all'intermediazione culturale e, nello specifico, la realizzazione di un call center multilingua altamente qualificato. Il Call Center si specializzerà di volta in volta in relazione alle esigenze di organizzazioni Pubbliche e Private che decideranno di avvalersi di tale strumento e che grazie ad esso adotteranno un approccio capace di fare sintesi tra le esigenze economiche da una parte e le emergenze sociali dall'altra.

Il Call Center e gli altri servizi integrativi intendono rispondere in maniera chiara all'urgenza di dialogo e di intermediazione soprattutto per quegli immigrati che si sono integrati, lavorano e producono benessere per la comunità. E' un progetto dedicato a chi, come me , è diventato "nuovo" cittadino italiano, utente, e consumatore a tutti gli effetti.

Il progetto siDialoga inoltre vuol favorire una più ampia accoglienza verso l'utenza straniera, valorizzando poi anche gli aspetti tecnici in una logica di "servizio ponte" verso l'operatore specializzato di lingua italiana. Ma, è anche una scelta volta a distinguere in modo chiaro il servizio offerto da ogni funzione tecnica preesistente non in grado di siDialogare con l'utenza straniera.

Quale sarà, secondo lei, l'impatto di quest'iniziativa sul modo di gestire i servizi in Italia?

Questo progetto offrirà una risposta concreta alla domanda di multiculturalità che si sta facendo sempre più importante e complessa e a cui le organizzazioni pubbliche e private governate da imprenditori e dirigenti devono porgere massima attenzione e capirne profondamente le peculiarità.

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