Dalla Fondazione Bruno Kessler il futuro della traduzione assistita.

Scritto da   Domenica, 08 Dicembre 2013 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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La tecnologia corre, forse in certi ambiti anche più del necessario, e non sempre si riesce a stargli dietro.

Come la tecnologia anche le esigenze di integrazione e mediazione culturale viaggiano veloci ad un passo che non possiamo permetterci di non tenere.


Per questo non si può non considerare l’importanza dei processi di innovazione tecnologica applicati in questo campo.
La Fondazione Bruno Kessler, con il finanziamento della Commissione Europea, sta sviluppando MateCat, un software in grado di facilitare e velocizzare il lavoro di traduttori e mediatori culturali professionisti e che promette di rivoluzionare il settore, abbattendo distanze e costi di traduzione.
Uno strumento altamente tecnologico, ma non sostitutivo del ruolo del mediatore culturale, anzi, integrativo e complementare alla sua funzione.
Per saperne qualcosa di più abbiamo fatto qualche domanda al dottor Marcello Federico, coordinatore del progetto.


Federico, può raccontarci da dove nasce il progetto MateCat, come funziona e qual'è il suo grado di efficienza/efficacia di traduzione?
MateCat nasce dalla costatazione, molto semplice, che la ricerca sulla traduzione automatica non si è occupata abbastanza di come aiutare i traduttori.

Negli ultimi dieci anni la traduzione automatica ha fatto notevoli progressi, grazie soprattutto allo sviluppo di modelli statistici e all’utilizzo di sofisticate tecniche di apprendimento automatico, tuttavia l'obiettivo di ottenere una qualità di traduzione paragonabile a quella di un traduttore professionista sembra di giorno in giorno sempre meno raggiungibile e realistico.
Per questo di recente è emersa e si sta affermando una nuova prospettiva riguardo allo scopo della traduzione automatica: agevolare il lavoro dei traduttori piuttosto che sostituirlo.
 

Quali innovazioni è in grado di aggiungere rispetto agli strumenti attualmente presenti?
Una nuova frontiera studia oggi l'integrazione ottimale della traduzione automatica nei sistemi di ausilio della traduzione che vengono usati dai traduttori professionisti.
In particolare il progetto MateCat, guidato dalla fondazione Bruno Kessler e finanziato dalla Commissione Europea, sta sviluppando e sperimentando sistemi di traduzione automatica innovativi che, a differenza di quelli attualmente presenti, si adattano al documento da tradurre e imparano dalle correzioni del traduttore per fornire suggerimenti sempre più utili e affidabili.
Queste funzionalità sono integrate in uno strumento di traduzione assistita basata su web che sarà disponibile in open source assieme al software di traduzione. Va detto che il mercato a cui ci rivolgiamo non sono gli utenti finali, ma le aziende o le organizzazioni che vorranno sviluppare nuovi servizi mediante questa tecnologia.
 

Che prospettive di sviluppo vede per questo genere di applicativi? E come possono facilitare il compito di mediatori/traduttori professionisti?
Dagli esperimenti che stiamo svolgendo sistematicamente con traduttori professionisti osserviamo che sono possibili miglioramenti significativi della produttività, stiamo facendo esperienza anche con volontari che traducono manuali di software open source per scopi umanitari e anche questo con riscontri molto positivi.
Direi che un vantaggio sostanziale di MateCat è che il lavoro di traduzione può essere organizzato facilmente e poi distribuito a traduttori tramite web, tramite internet. Ai traduttori per lavorare è richiesto solo un normale browser web, inoltre, cosa che abbiamo scoperto anche con gli utenti, più traduttori possono facilmente collaborare sulla traduzione dello stesso testo o documento.
Per riassumere direi che si tratta di una di quelle tecnologie abilitanti, le così dette enabling technology, che permettono cioè di superare barriere di cui forse non eravamo neppure consapevoli e di aprire nuove possibilità di lavoro che neppure ci immaginavamo.

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