Un luogo comune abbastanza diffuso afferma che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sia iniziato un periodo di pace che ancora perdura, a distanza di oltre 70 anni. Se è vero che non ci sono state altre guerre totali, è altrettanto vero che focolai di guerre e conflitti più o meno violenti e devastanti non hanno mai smesso di tormentare l’umanità.
Alcuni sono stati seguiti da vicino, grazie ai mezzi di informazione: come la guerra del Vietnam, i conflitti arabo – israeliani o la guerra civile Jugoslava; altri restano in secondo piano, addirittura sconosciuti all’opinione pubblica. Secondo il sito www.conflittidimenticati.it, curato dalla Caritas Italiana, ben 26 paesi nel mondo sono teatri di conflitti o guerre generalizzate. Il più vicino a noi è il Kosovo, il più lontano l’Indonesia, ma il continente più martoriato è certamente l’Africa.

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In questo mese di gennaio l’associazione Amici di Sant’Annibale festeggia il quarantesimo anniversario della sua sede capitolina. Un’occasione per parlare della Congregazione dei Rogazionisti, fondato da Sant’Annibale  per assistere orfani e bisognosi. Infatti, se da una parte la missione dei padri rogazionisti consiste nel pregare e nel promuovere le vocazioni, dall'altra l'esempio del fondatore li porta all'impegno diretto nelle opere di carità e nella presenza fisica accanto ai poveri. Uno dei religiosi della congregazione, che bene riassumono con la loro esperienza di vita questo doppio compito, è sicuramente padre Eros Borile, in passato missionario in Africa durante la terribile stagione della guerra civile ruandese, oggi direttore dell'Istituto Antoniano Maschile - Comunità Sant'Antonio e San Disma a Roma. L’intervista è stata trasmessa nel programma “A conti fatti”, rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it su Radio Vaticana Italia FM 105.0.

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Tra i conflitti più sanguinosi e meno noti in occidente ce n'è uno che sconvolge la Repubblica Democratica del Congo, dove la popolazione convive da anni con gli scontri tra le diverse milizie armate e il governo centrale per il controllo di ampie zone di territorio. Il Congo è un paese ricchissimo di materie prime, preziose sia per l'industria tradizionale, come diamanti, rame, zinco e pertrolio, sia per la nuova industria della tecnologia, come il coltan, minerale indispensabile alla fabbricazione dei telefoni cellulari. Il 30 giugno a Roma la comunità africana ha organizzato una manifestazione di piazza per portare alla luce questa situazione.

Ne abbiamo parlato con Suzanne Mbiye Diku, promotrice della manifestazione, presidente della Rete della Diaspora Africana Nera in Italia (REDANI) e dell'associazione di donne congolesi Tam Tam d'Afrique.

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Tra le presenze più significative del forum "Donne in dialogo per l’integrazione tra i popoli" durante la Festa dei Popoli di Roma dello scorso 21 maggio, va annoverato sicuramente quello di Suzanne Mbiye Diku, di origine congolese, che da decenni vive ed opera in Italia come medico chirurgo. La dottoressa Diku, che con la sua attività ha ricevuto la nomina di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana, è presidentessa dell'associazione REDANI (Rete della Diaspora dell'Africa Nera in Italia), che si occupa della comunità degli immigrati in Italia dall'Africa sub sahariana.

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