"Come possiamo annunciare Dio amore se non ci amiamo tra di noi?", questa la domanda che Papa Francesco ha rivolto al Moderatore della Chiesa di Scozia, Derek Browning in udienza. La risposta è stata data dallo stesso Bergoglio che poco dopo si è detto felice dell'unità ritrovata tra le due chiese: "Grazie alla volontà di Gesù siamo una sola".
E' bene ricordare che 500 anni fa, il 31 ottobre del 1517, Martin Lutero affiggeva le famose "95 tesi" sul portone della chiesa del castello di Wittenberg. Da lì la freddezza, fino all'arrivo di papa Francesco che si è detto felice e ha ringraziato il Signore perché dopo un passato contrassegnato dai conflitti oggi siamo "giunti a vivere da veri fratelli, non più da rivali".
L'incontro, avvenuto in prossimità del quinto centenario della Riforma, alla cui commemorazione Francesco si unì un anno fa a Lund, è servito ad unire ancor di più le due chiese, seguendo lo spirito del Papa che ha detto: "Siamo tutti figli, rinati in Cristo nello stesso Battesimo, e perciò fratelli". Secondo il Pontefice il ritrovarsi è stato possibile "per grazia di Dio" e "del cammino ecumenico", che hanno permesso "l'intensificarsi della comprensione, della fiducia e della collaborazione concreta tra noi". "La reciproca purificazione della memoria - ha aggiunto il Papa - è uno dei frutti più significativi di questo cammino che ci accomuna". Per Francesco il dialogo ripreso è fondamentale non solo per la chiesa "ad intra", ma anche e soprattutto per quella "ad extra", essendo "condizione irrinunciabile per l’evangelizzazione". 
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Lunedì, 23 Ottobre 2017 15:58

In Terra Santa sulle orme di Francesco

Papa Francesco con una lettera indirizzata al custode dei Francescani della Terra Santa, Francesco Patton, in occasione degli 8 secoli della custodia chiede ai missionari di essere sempre seminatori "pace, fraternità e rispetto nei luoghi dove il Figlio di Dio si è fatto carne". Ringraziando Patton in particolare "per le numerose iniziative religiose, pastorali e culturali" organizzate nella ricorrenza e "orientate alla riscoperta dell'encomiabile contributo" dei figli spirituali di San Francesco d'Assisi nel mantenere viva la testimonianza cristiana, nello studiare le Scritture e nell'accogliere i pellegrini in Terra santa.
Nella lettera il Pontefice ricorda l'iniziativa, realizzata da san Francesco nel 1217, di aprire l'ordine "alla dimensione 'missionaria e universale', inviando i frati in tutte le nazioni". E "tale allargamento - commenta il Pontefice - fu l’inizio di un'avventura straordinaria". Infatti, "assidui nella contemplazione e nella preghiera, semplici e poveri, obbedienti al vescovo di Roma", da allora i frati della custodia sono "impegnati a vivere nella Terra santa accanto a fratelli di diverse culture, etnie e religioni". Del resto, dice ancora il Papa, "a tutti è nota la vostra disponibilità ad accompagnare i passi dei pellegrini provenienti da ogni parte del mondo attraverso l’accoglienza e la guida", così come lo sono "la ricerca delle testimonianze archeologiche",  l'impegno "al servizio della comunità ecclesiale locale", e lo "studio attento delle Sacre Scritture".
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Papa Francesco ha annunciato ieri un Sinodo per l’Amazzonia, regione che ha definito “polmone di capitale importanza per il nostro pianeta” e dove, ha ricordato, vivono popoli indigeni troppo spesso dimenticati. “Accogliendo il desiderio di alcune Conferenze Episcopali dell’America Latina, nonché la voce di diversi Pastori e fedeli di altre parti del mondo, ho deciso di convocare – ha detto all’Angelus, al termine della messa per le canonizzazioni – un’ Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per la regione Panamazzonica, che avrà luogo a Roma nel mese di ottobre 2019”. “Scopo principale di questa convocazione – ha detto – individuare nuove strade per l’evangelizzazione di quella porzione del Popolo di Dio, specialmente degli indigeni, spesso dimenticati e senza la prospettiva di un avvenire sereno, anche a causa della crisi della foresta Amazzonica, polmone di capitale importanza per il nostro pianeta”. “I nuovi Santi – ha aggiunto il Papa – intercedano per questo evento ecclesiale, affinché, nel rispetto della bellezza del creato, tutti i popoli della terra lodino Dio, Signore dell’universo, e da Lui illuminati percorrano cammini di giustizia e di pace”. “Ricordo anche – ha aggiunto Francesco – che dopodomani ricorrerà la Giornata del rifiuto della miseria. Secondo Francesco, la miseria non è una fatalità: ha delle cause che vanno riconosciute e rimosse, per onorare la dignità di tanti fratelli e sorelle, sull’esempio dei santi”.

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In occasione della “Giornata Mondiale dell'Alimentazione”, lo scorso 16 ottobre, Papa Francesco arrivando alla Fao ha donato e inaugurato una scultura di marmo raffigurante Aylan, il piccolo profugo siriano annegato nell'ottobre del 2015 davanti alla spiaggia di Bodrum in Turchia, con accanto un angelo con il volto segnato dal dolore. Il dono del Santo Padre è un'opera dell’artista trentino: Luigi Prevedel. Un omaggio a tutte le vittime dei naufragi in mare e un ricordo di quel bambino, che aveva solo 3 anni ed era in fuga dalla Siria.

Il Papa, insieme al direttore generale della Fao, José Graziano da Silva e a monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso le organizzazioni e gli organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha sostato per qualche minuto davanti alla statua.

Prima di prendere la parola nell’assemblea, il Papa ha conversato brevemente nella Sala Cina con il direttore generale, con il direttore generale aggiunto, Daniel Gustafson e con il capo del Gabinetto, Mario Lubetkin. Al termine ha avuto luogo la firma del Libro d’Onore. Il Papa poi si è recato al secondo piano dell’edificio, nella Sala Caribe, dove ha salutato il Presidente, il Ministro degli Esteri e il Ministro dell’Agricoltura del Madagascar, i ministri dell’agricoltura di Italia, Canada, Francia e Stati Uniti d’America, il Sottosegretario dell’Ambiente di Gran Bretagna, il Segretario per l’Agricoltura di Germania, il Commissario Europeo per l’Agricoltura, il Commissario per l’Agricoltura dell’Unione Africana, il Ministro degli Esteri del Messico, l’Ambasciatore del Giappone alla FAO, il Presidente del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo e il Direttore Esecutivo del Programma Mondiale dell’Alimentazione.

Infine nella Sala Plenaria, dopo l’apertura dell’Incontro da parte di Enrique Yeves, la proiezione del video sul tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, il Direttore Generale, Josè Graziano da Silva ha dichiarato che nel mondo ci sono 740 milioni di migranti, e che mai ce ne era stato un numero così alto. Il Papa ha poi tenuto il suo discorso, in cui ha chiesto un cambiamento di rotta, affrontando temi come il patto per le migrazioni, il disarmo, il rispetto degli accordi sul clima e la giustizia sociale, “di fronte all’aumento della domanda di alimenti è indispensabile – ha detto Papa Francesco – che i frutti della terra siano disponibili per tutti”. 

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A metà giugno una lettera dei ministri dello Sviluppo Economico, Calenda, e dell'Ambiente, Galletti, ha dato il via alla consultazione pubblica sulla Strategia Energetica Nazionale. Si tratta di un testo di 230 pagine in cui sono descritte le politiche energetiche italiane a breve e lungo termine, con lo scopo dichiarato di aderire alle strategie internazionali di lotta al cambiamento climatico e del progressivo abbandono delle fonti enenergetiche fossili, responsabili delle emissioni che provvocano il riscaldamento globale.
Esperti, associazioni, rappresentanze di settore, scienziati, economisti e semplici cittadini, hanno tempo fino al 31 agosto per inviare al Governo osservazioni, critiche e suggerimenti che verranno valutati prima della pubblicazione del documento finale.

Tra le voci più autorevoli coinvolte nel dibattito intorno alla Strategia Energetica Nazionale c'è il comitato Energia per l'Italia: un gruppo di scienziati, esperti, dirigenti di alto livello di enti, istituzioni e centri di ricerca che hanno già reso pubbliche una serie di osservazioni sul documento del Governo. Il gruppo è coordinato da Vincenzo Balzani, professore emerito dell’Università di Bologna, accademico dei Lincei, e chimico di assoluto livello internazionale. "A conti fatti", rubrica radiofonica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia 105.0, lo ha intervistato per introdurre la puntata del 6 agosto.

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Ad inizio marzo, a Bruxelles, si è svolta un'importante conferenza promossa dalla Commissione Europea per fare il punto sul piano d'azione comune per l'Economia Circolare varato dall'Unione Europea. Alcuni punti cardine del piano prevedono ad esempio che entro il 2030 i rifiuti urbani di tutta l'Unione siano riciclati almeno al 65%, e che gli imballaggi dei prodotti siano riciclati non meno del 75%.
Walter Ganapini è una figura di spicco dell'ambientalismo italiano, ed un esperto del ciclo dei rifiuti. In un recente convegno sull'economia circolare, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, ha lanciato un monito sulla quantità di Anidride Carbonica presente in atmosfera che, come ormai affermano molti scienziati, sarebbe vicina alla soglia di pericolo per la sopravvivenza stessa del genere umano. Ex presidente di Greenpeace, co-fondatore di Legambiente, per anni membro del Comitato Scientifico dell'Agenzia Europea dell'Ambiente, di cui ancora oggi è membro onorario, Ganapini è attualmente direttore generale dell'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell'Umbria. È stato intervistato in "A Conti Fatti", rubrica di EconomiaCristiana.it trasmessa da Radio Vaticana 105.0.

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Michelangelo Suigo, presidente dell’associazione “La Scossa” interviene a margine dell’incontro “La Scossa di Papa Francesco” che ha approfondito le modalità comunicative del Santo Padre con il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Monsignor Dario Viganò. L’intervento è stato trasmesso all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura della redazione di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Domenica, 07 Maggio 2017 16:00

La Chiesa si apra ai social

"Facciamo crescere la fraternità e la condivisione: è la collaborazione che aiuta a costruire società migliori e pacifiche."

Questo è uno degli ultimi messaggi che ormai quotidianamente papa Francesco diffonde utilizzando uno dei mezzi di comunicazione più importanti del nuovo millennio: i social media. In particolare il suo profilo twitter, seguito da 4 milioni di persone nella versione italiana; quasi 11 milioni per quella inglese e circa 13 milioni nella versione spagnola. Il termine usato dal Papa, "condivisione", è anche una delle parole chiave dei social network, le piazze virtuali dove ormai miliardi di persone si relazionano tra loro. Nella Chiesa c'è un dibattito sulla possibilità di aprire ai social media anche l'attività pastorale. Tra i promotori di questa ipotesi c'è don Alessandro Palermo, giovane sacerdote della diocesi di Mazara del Vallo, specializzato in "Comunicazione pastorale" e in "Pastorale digitale", autore del blog "Elementi di pastorale digitale" e del libro "La Chiesa mediale"

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Abbiamo incontrato Monsignor Dario Viganò, prefetto della segreteria per la comunicazione della Santa Sede, in un incontro organizzato dall’associazione “La scossa” intitolato “La scossa di Papa Francesco” in cui si è discusso delle modalità comunicative del Santo Padre e del modo in cui queste stanno avvicinando alla figura del Pontefice anche persone distanti dalla Chiesa Cattolica.
A margine dell’incontro Don Dario si è soffermato qualche minuto con noi per una breve chiacchierata trasmessa su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it, trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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Nel Villaggio per la terra edizione 2017 si rinnova la collaborazione tra Earth Day italia e Movimento dei Focolari. Donato Falmi del Movimento dei Focolari di Roma ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

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