Gabriele Renzi

Gabriele Renzi

“Siate costruttori di pace”. È questo l’invito che Papa Bergoglio riprendendo il Vangelo di Matteo ha spesso rivolto ai giovani in diversi dei suo viaggi pastorali in giro per il mondo.
A Torino è quello che fanno i giovani dell’Arsenale della Pace, esperienza nata dalla fraternità del Sermig (Servizio Missionario Giovani) che Ernesto Olivero ha fondato nel 1964 allo scopo di sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo e diffondere i valori del dialogo, della solidarietà e della pace.
Al Sermig nel 1983 il comune di Torino affida la gestione del vecchio arsenale, che aveva visto la costruzione della gran parte delle armi utilizzate dal nostro paese durante i due conflitti mondiali, ormai in disuso.
Nel tempo quello che era un luogo di costruzione di morte è diventato un luogo di ospitalità, di solidarietà, di dialogo e un punto di riferimento per tutto il capoluogo piemontese.

“Nelle strategie nazionali di sviluppo economico deve considerarsi prioritaria l’adozione di strumenti normativi efficaci atti a promuovere una sempre maggior diffusione di modelli di sviluppo sostenibili, della Green Economy e dell’economia circolare.” Così è scritto nel contratto di Governo (al punto 4 - Ambiente, Green economy e Rifiuti zero).

Il passaggio da economia lineare (basata su produzione, consumo e smaltimento di un bene) ad economia circolare (basata invece su produzione, consumo, riutilizzo, riparazione, raccolta, riciclo, re-immissione nel ciclo produttivo) è fondamentale nel momento in cui le risorse naturali diventano sempre più preziose, visti i nostri insostenibili ritmi di consumo; basti pensare che in poco più di un secolo la popolazione mondiale è quadruplicata, ma nello stesso intervallo di tempo si stima che il consumo di risorse naturali sia aumentato di ben 12 volte.

In un’economia circolare quello che fino a ieri poteva essere un rifiuto oggi può diventare una risorsa.
È questo è il ragionamento alla base di Sfridoo, una startup che vuole facilitare il rapporto tra quelle attività che alla fine del processo di produzione hanno dei materiali in eccesso e attività che invece di quei materiali hanno bisogno per la realizzazione di nuovi prodotti. L’obiettivo è che scarti di lavorazione, avanzi di magazzino, e materiali riciclabili in generale non finiscano allo smaltimento o in discarica (con noteVoli costi di smaltimento a carico delle aziende), ma vengano riutilizzati come sottoprodotti o materie prime seconde per la realizzazione di nuovi beni.

Per effetto dei cambiamenti climatici questioni come il dissesto idrogeologico o la siccità diventano sempre più frequentemente temi di stretta attualità nel nostro Paese.
Sono passati pochissimi mesi dalla forte perturbazione che a fine ottobre ha sconvolto il nord est con intere foreste cadute. Dall’altra parte il pensiero va al caso del lago di Bracciano che nell’estate 2017 si ridusse talmente tanto da mettere in discussione persino l’approvvigionamento idrico della capitale.
Anche in questi giorni, al grande freddo che sta colpendo la nostra penisola, soprattutto al Sud, non stanno corrispondendo precipitazioni adeguate, tanto che la Coldiretti ha lanciato l’allarme per il Po il cui livello è sotto di 3,5 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo gli ultimi dati l'Italia si piazza al primo posto tra i Paesi dell'Unione Europea per consumo di pesce pro capite con 28 chili l'anno a testa tra pesce fresco, in scatola e surgelato.
I consumi sono in crescita costante, non solo nel nostro paese, e le riserve ittiche faticano a stare al passo con le esigenze dei consumatori.
Secondo il WWF circa l’85% degli stock ittici del Mediterraneo risultano sovrasfruttati: stiamo mangiando più pesce di quanto i nostri mari e i nostri allevamenti ce ne consentirebbero. Ma il problema è globale: la sovrappesca e il sovrasfruttamento dei mari e degli oceani stanno mettendo rischio gli ecosistemi marini, oltre che la sicurezza di circa 800 milioni di persone che, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dipendono dalla pesca per il proprio sostentamento.
Ci sono tuttavia delle modalità di pesca che possono conciliare la domanda di pesce con le necessità degli ecosistemi, degli standard da rispettare per rendere questa attività sostenibile e far si che i mari e gli oceani siano in grado di rigenerarsi.

Secondo l’IPCC, il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, per contenere il riscaldamento globale entro 1,5° rispetto ai livelli preindustriali e scongiurare così effetti che potrebbero essere devastanti per l’equilibrio del pianeta sarà necessario entro il 2030 dimezzare le emissioni di CO2 rispetto al 2010 per azzerarle completamente entro il 2050.

Si tratta in sostanza di decarbonizzare l’economia, passando da un sistema produttivo basato sui combustibili fossili, in particolare il petrolio, a processi basati sulle energie rinnovabili. E per farlo sono rimasti pochissimi anni.
Se ne è parlato anche al convegno “Accordo di Parigi: quali prospettive di fronte all’aggravamento della crisi climatica”, organizzato dal Kyoto Club il cui direttore scientifico, Gianni Silvestrini, interviene all’interno di “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Esaltare le caratteristiche di un materiale frutto del lavoro artigianale come la porcellana grazie alle nuove tecnologie per realizzare un frigorifero che non necessita di attacco alla corrente elettrica.
È grazie a questa intuizione che la startup Altaii Italia ha recentemente vinto il premio “Cambiamenti” che la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa assegna ogni anno alle migliori giovani imprese innovative.

Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Massimiliano Giuseppe Falcone, fondatore di Altaii Italia.

Periodicamente il termine “condono” si riaffaccia nel dibattito politico del paese. Recentemente è tornato alla ribalta per alcune norme inserite nel Decreto Genova, che consentiranno la ricostruzione di edifici costruiti abusivamente in zone colpite dai recenti cataclismi come i terremoti nel centro del paese e a Ischia.

Secondo gli ultimi dati OMS a livello globale circa il 35% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale durante la loro vita.
Quasi tutte queste donne (30%) subiscono questa violenza all’interno di una relazione affettiva e il partner è responsabile del 38% dei femminicidi.
Per capire cosa accade in un uomo che si macchia di tali comportamenti e se ci sia la possibilità di interrompere una spirale prima che degeneri nelle forme di violenza più gravi, interviene su “A Conti Fatti”, trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Mario Mario De Maglie, psicologo e psicoterapeuta, coordinatore del Centro di ascolto uomini maltrattanti di Firenze.

Domenica 25 novembre è ricorsa la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di portare attenzione su una delle peggiori forme di inciviltà umana.
Secondo gli ultimi dati Eures nei primi dieci mesi di quest’anno in Italia le vittime di femminicidio sono state 106, una ogni 72 ore, ma il femminicidio è la punta dell’iceberg di un problema molto più esteso, sono infatti centinaia di migliaia le donne attualmente vittime di qualche forma di violenza, milioni quelle che l’hanno subita almeno una volta nella vita.

Informazioni aggiuntive