Gabriele Renzi

Gabriele Renzi

Il prossimo 4 ottobre da Piazza San Pietro a Roma partirà un pellegrinaggio a piedi guidato da Yeb Saño, ex diplomatico filippino molto attivo sul fronte della lotta i cambiamenti climatici.

Attraversando la via Francigena prima e il cosiddetto “cammino di Karol”, in onore di San Giovanni Paolo II, Il pellegrinaggio avrà come meta Katowice, città polacca che dal 3 al 14 dicembre prossimo, ospiterà la 24ma conferenza delle parti sui cambiamenti climatici.

Secondo l’ultimo rapporto FAO le persone che nel mondo soffrono la fame sono salite a 821 milioni, una persona su nove. Una cifra preoccupante che conferma l’inversione di tendenza che su questo fronte si era già registrata lo scorso anno. 
Guerre e cambiamenti climatici contribuiscono in maniera profonda a questa situazione, ma allo stesso tempo viene da pensare se non sia il caso di interrogarci sulle nostre modalità di produzione e se in generale l’agricoltura sia in grado di sostenere la crescita della popolazione mondiale.

Da Caritas India alla Conferenza episcopale irlandese passando per le arcidiocesi di Palermo e di Vercelli, 19 realtà cattoliche annunciano oggi il loro impegno a disinvestire dalle fonti energetiche fossili.

Questa realtà (qui la lista) vanno ad ingrossare le file delle 122 istituzioni cattoliche che, raccogliendo l’invito di Papa Francesco ad agire per la custodia delle casa comune, hanno deciso di disinvestire i propri fondi da attività direttamente o indirettamente collegate allo sfruttamento delle fonti energetiche fossili (carbone, petrolio, gas) per spostarli su attività più sostenibili per l’ambiente.

Un impegno, quello cattolico, più che mai concreto se si pensa che all’interno del movimento globale per il disinvestimento le organizzazioni religiose rappresentano oltre un quarto di tutte le realtà che a diverso titolo si sono impegnate in questa transizione economica ed energetica.

  

"Per decenni, la Chiesa ci ha chiamati ad agire sul cambiamento climatico. Ora, mentre i mari si alzano, i deserti si allargano e le tempeste imperversano, i più vulnerabili tra le nostre sorelle e fratelli ci chiamano con urgenza a prendere decisioni coraggiose che possano proteggerli. Le istituzioni che stanno disinvestendo dai combustibili fossili oggi stanno facendo la loro parte per piegare la curva delle emissioni verso il basso e noi applaudiamo alla loro leadership e visione".
Così Tomás Insua, Direttore Esecutivo del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima, organizzazione internazionale che riunisce oltre 650 organizzazioni e migliaia di cattolici per rispondere all'appello di Papa Francesco per proteggere la nostra casa comune.

Significativo, inoltre che questo annuncio avvenga durante il Tempo del Creato, un mese di preghiera e di azione per il Creato condiviso dai cristiani di tutto il mondo, un’iniziativa più che mai ecumenica come testimonia la lettera di sostegno e di invito alla partecipazione al Tempo del Creato firmata tra gli altri dal Cardinale Peter Turkson, dall'Arcivescovo di Canterbury Welby e dal Patriarca Bartolomeo.

 

Un secondo messaggio è arrivato invece con la dichiarazione congiunta  del Tempo del Creato 2018 in occasione della Prima preghiera ecumenica per il Creato che ha visto riuniti i leader delle diverse confessioni cristiane ad Assisi il 1 Settembre dove si legge: “Tra questi sforzi, il movimento del disinvestimento dai combustibili fossili merita particolare attenzione, poiché affronta le strutture di ingiustizia e ci avvicina a un'economia basata sull'energia pulita. Invitiamo tutte le persone di fede ad unirsi a questi sforzi e prendere parte al crescente movimento per prenderci cura del nostro prossimo prendendoci cura del creato.” 

La sostenibilità d’impresa passa per un cambio di mentalità che non vede più l’azienda come un operatore meramente economico. Anche se il profitto rimane condizione necessaria per la continuità di un’azienda, tuttavia la sua massimizzazione non può andare a scapito del ruolo sociale che l’imprenditore è oggi chiamato a svolgere. 

Ancor prima di agire in maniera sostenibile, bisogna insomma pensare sostenibile, come spiega nel suo libro edito da Egea “Pensare sostenibile. Una bella impresa” Barbara Santoro, scrittrice e imprenditrice intervenuta all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Un’impresa che vuole operare nella società contemporanea ha bisogno di rapporti positivi con tutti con i propri portatori d’interesse, collaboratori, fornitori, comunità e istituzioni locali, e per questo deve agire nei loro confronti con la massima trasparenza e correttezza con una politica aziendale che tenga presente il concetto di sostenibilità e sappia conciliare gli obiettivi economici con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento.

Questa politica virtuosa viene definita responsabilità sociale d’impresa, o Csr, usando l’acronimo inglese, settore su cui negli ultimi anni molte aziende hanno investito, comprendendo il fatto che agire in maniera corretta non è “solo” un obbligo, ma una questione strategica.

Il nostro sistema produttivo impatta in maniera rilevante sul pianeta, non solo in termini di inquinamento, ma anche per il prelievo  di risorse naturali che è da tempo eccessivo, tanto da non permettere al pianeta di rinnovare tutto quel che viene consumato.
Ridurre il prelievo di risorse naturali sarà  impossibile se non si modificherà il nostro modo di produrre facendo in modo che ciò che una volta veniva considerato rifiuto venga correttamente recuperato e trattato per dar vita ad un nuovo materiale pronto per rientrare nel ciclo di produzione. È la cosiddetta economia circolare, settore continua crescita economica e occupazionale.
Per incentivare questa transizione l'Unione Europea ha varato un pacchetto di normative che entro il 5 luglio 2020 dovranno essere recepite dagli Stati membri. Per capire cosa dovrà cambiare nel nostro Paese all'interno di "A Conti Fatti", rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana, interviene Edo Ronchi,presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e del Circular Economy Network, che recentemente ha lanciato un concorso dedicato alla migliori startup italiane dell’Economia Circolare.

Le sfide poste alla nostra società dal cambiamento climatico e dal riscaldamento globale, e più in generale dalla necessità di proteggere l’ambiente impongono un importante cambiamento al nostro sistema economico.
Un cambiamento nel tessuto produttivo non potrà non avere conseguenze sul mercato del lavoro e in questo senso i cosiddetti green jobs costituiscono il futuro. 

Ne parla intervenendo all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Catherine Saget, economista al dipartimento della ricerca dell’ILO e autrice principale del rapporto ILO “World Employment and Social Outlook 2018: Greening with Jobs”.

Nel 2015 il nostro paese ha sottoscritto l’Agenda 2030, impegnandosi per il raggiungimento di 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Tra questi il numero 7 parla di energia pulita e accessibile a tutti. Sempre nel 2015 abbiamo partecipato alla COP21 di Parigi, sottoscrivendo pochi mesi dopo l’Accordo Globale sul Clima che ne è scaturito e impegnandoci a ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera per contenere il riscaldamento globale.

Conditio sine qua non per il mantenimento di tutti questi impegni è la transizione da fonti energetiche fossili, come il petrolio, a fonti di energia rinnovabile, come il sole, l’acqua e il vento.  Su queste fonti energetiche recentemente l’Unione Europea ha deciso di alzare l’asticella del suo impegno.

Paesaggi belli e variegati, buon cibo e un patrimonio artistico che non ha eguali al mondo costituiscono i pilastri su cui si basa l’offerta turistica italiana, per un comparto tra i più importanti per l’economia del nostro paese, in grado di generare secondo gli ultimi dati Iriss-Cnr valore aggiunto per oltre 100 miliardi di euro.

Il presidente di Federturismo, Gianfranco Battisti, interviene all'interno di "A Conti Fatti", trasmissione a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, per fare il punto sulla stagione turistica ormai alle porte.

"L’iniquità è la radice dei mali sociali”, ci ricorda Papa Francesco nella Evangelii Gaudium. I temi della distribuzione della ricchezza e dell’accesso al cibo e alle risorse naturali costituiscono oggi delle ferite profonde delle lacerazioni che segnano un distanza sempre più marcata tra chi ha troppo e chi ha troppo poco.

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