Gabriele Renzi

Gabriele Renzi

L’Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile saranno il cuore della prossima edizione del Villaggio per la Terra. In particolare il tema sarà sviscerato il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale della Terra, con un talk show dal titolo “Obiettivo 2030: l’Italia e la sfida per lo sviluppo sostenibile.
Tra i protagonisti principali ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, punto di riferimento nel nostro Paese rispetto all’Agenda 2030, che con l’occasione lancerà inoltre un progetto realizzato in  partnership con Earth Day Italia.
Ne parla su "A Conti Fatti", rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, il portavoce ASviS, Enrico Giovannini.

Lo sport può essere uno straordinario strumento di coesione e inclusione sociale grazie alla sua capacità di andare oltre le barriere superando distanze, culturali, politiche, etniche, religiose.
Tra pochi giorni, dal 21 al 25 aprile, riaprirà a Roma il Villaggio per la Terra, manifestazione che da anni anima Villa Borghese in occasione della Giornata Mondiale  della Terra e lo sport, oltre che protagonista con tantissime attività per tutte le età, sarà anche oggetto di un tal show che avrà come titolo "Sport breaks limits - Quando lo sport abbatte le barriere".
Ad organizzarlo Sportmeet, costola del Movimento dei Focolari che ha l’obiettivo di promuovere una cultura ed una pratica dell’attività motoria e sportiva capaci di contribuire alla pace, allo sviluppo e alla fraternità universale ad ogni livello. Il suo presidente, Paolo Cipolli, interviene su "A Conti Fatti", rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Un processo economico produttivo, sano e sostenibile passa inevitabilmente per la sua capacità di ottimizzare uso, riuso e riciclo delle risorse naturali.
Vetro, carta, legno, plastica se correttamente differenziati e riciclati possono diventare materie prime seconde, nuovi materiali, risorse preziose in grado di far risparmiare sui costi di produzione e di salvaguardare l’ambiente. Per far tutto questo il punto di partenza è costituito da un buon processo di raccolta. In questo senso una punta di eccellenza tutta italiana è costituita dal CONOU, Consorzio Nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli Oli minerali Usati il cui presidente Paolo Tomasi interviene su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Questo inverno molto piovoso non deve illudere: gli esperti annunciano un nuovo periodo di siccità estiva in Italia. L’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, ha lanciato l’allarme sulle riserve idriche che, ad esempio, nel Mezzogiorno si sono ridotte addirittura della metà rispetto al 2010.

Su A Conti Fatti, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, interviene sul tema Francesco Vincenzi, presidente dell’ANBI - Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue
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Con il concetto di Ecologia integrale, Papa Francesco ha mostrato come la questione ambientale sia indissolubilmente legata alla dimensione umana e sociale della vita.
La crisi climatica che il mondo sta vivendo minaccia la salute, mette a rischio la possibilità stessa di mangiare, causa migrazioni di massa e concorre allo scoppio di conflitti nelle aree più povere del pianeta.
In questo senso si può dire che il diritto a vivere in un ambiente sano è il primo e forse il più negato dei diritti umani.
Non è forse un caso allora che la Terza edizione del Festival dei diritti umani, in corso fino al 24 marzo alla Triennale di Milano, sia dedicata proprio all’ambiente e alla terra che, come recita il titolo della manifestazione, è “Una. Per tutti. Non per pochi”.
Ne parla su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economia cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Danilo De Biasio, direttore del festival.

Cosa c’è dietro un cibo che mangiamo, un abito che indossiamo o un telefonino che acquistiamo?
Qualsiasi prodotto che compriamo, spesso unicamente sulla base della variabile prezzo, è l’ultimo anello di una catena fatta di lavoratori che hanno il diritto di esser pagati e trattati nel giusto modo, di risorse naturali che vanno prelevate dall’ambiente in modo sostenibile e più in generale di una catena di produzione che dovrebbe rispettare degli standard etici.

Spesso ci si sente sopraffatti da un mondo che corre veloce. I mezzi di comunicazione ci propongono, o ci impongono, stili di vita e di consumo non sempre sostenibili e termini come globalizzazione, economia, finanza mondiale ci danno la sensazione di non poter governare fino in fondo la nostra vita. Eppure ognuno di noi può essere attore protagonista e, ovviamente non da solo, contribuire a determinare con le proprie scelte le dinamiche dell’economia globale.
Abbiamo ad esempio mai pensato a come vengono usati i risparmi che magari investiamo in prodotti finanziari?

Un paese che invecchia ha il dovere non solo di aver cura della parte più anziana della sua popolazione, ma anche di mantenerla il più possibile attiva nella società. Chi ha qualche capello bianco sulla testa ha infatti ancora molto da dare, soprattutto alle giovani generazioni.
Parlando di lavoro, ad esempio, l’esperienza costituisce un bagaglio di inestimabile valore per un artigiano ed è allo stesso tempo una componente non sempre facilmente trasmissibile, soprattutto se non c’è chi è disposto ad accoglierla. Dall’altra parte in una società che corre veloce per i non giovanissimi tenere il passo con innovazione tecnologica non è affatto semplice.

Un luogo comune abbastanza diffuso afferma che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sia iniziato un periodo di pace che ancora perdura, a distanza di oltre 70 anni. Se è vero che non ci sono state altre guerre totali, è altrettanto vero che focolai di guerre e conflitti più o meno violenti e devastanti non hanno mai smesso di tormentare l’umanità.
Alcuni sono stati seguiti da vicino, grazie ai mezzi di informazione: come la guerra del Vietnam, i conflitti arabo – israeliani o la guerra civile Jugoslava; altri restano in secondo piano, addirittura sconosciuti all’opinione pubblica. Secondo il sito www.conflittidimenticati.it, curato dalla Caritas Italiana, ben 26 paesi nel mondo sono teatri di conflitti o guerre generalizzate. Il più vicino a noi è il Kosovo, il più lontano l’Indonesia, ma il continente più martoriato è certamente l’Africa.

Gli Oceani sono degli straordinari regolatori del clima, assorbono infatti circa il 30% della CO2 prodotta dall’uomo, proteggendoci in questo modo dagli effetti del riscaldamento globale. Il mare inoltre garantisce il sostentamento di 3 miliardi di persone che dipendono dalla biodiversità marina e costiera.
 Tutto questo oggi, in particolare in alcune aree del pianeta, è a rischio a causa di fenomeni come inquinamento o pesca eccessiva.
 Sul tema “A Conti Fatti, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, ha interpellato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo, storica associazione impegnata  per la tutela di questo prezioso ecosistema.

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