Gabriele Renzi

Gabriele Renzi

Dalla lotta alla fame, all’impegno per la protezione dell’ambiente, dalla battaglia per la parità di genere allo sforzo per garantire la pace nel mondo, sono molti i campi in cui la comunità internazionale è chiamata ad impegnarsi per garantire al pianeta uno sviluppo che possa definirsi sostenibile. Le nazioni unite li hanno riassunti nei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile su cui ogni nazione è chiamata a riflettere e agire concretamente ridefinendo la propria agenda politica ed economica alla luce di questi target fondamentali per garantire un futuro alle prossime generazioni.

Nel 1957 i trattati di Roma istituivano la CEE – Comunità Economica Europea – il primo nucleo di quella che sarebbe poi diventata l’odierna Unione Europea. A sessanta anni di distanza sono stati fatti molti passi in avanti e qualche sacrificio lungo la strada di un’Europa unita sia economicamente che politicamente.
“A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, fa il punto sullo stato di salute dell’Unione chiamata a confrontarsi con nuove sfide politiche, economiche e sociali e con alcune tendenze euroscettiche che affiorano in diversi dei paesi membri.

Nei primi anni sessanta il pontefice Paolo VI pensò alla figura di San Benedetto da Norcia come patrono, protettore e ispiratore della neonata Europa Unita. In seguito, con la crescita dell’unione e le nuove esigenze pastorali, fu Giovanni Paolo II a completare con due successive proclamazioni il novero dei compatroni europei con i Santi Cirillo e Metodio, Santa Brigida di Svezia, Santa Caterina da Siena e Santa Teresa Benedetta della Croce.

L’estate che si è appena conclusa è stata contrassegnata da una straordinaria ondata di siccità cui hanno fatto seguito delle violente precipitazioni. I due fenomeni hanno causato gravissimi danni al settore agricolo, chiamato ad adattarsi ad eventi metereologici estremi che ormai stanno diventando sempre più frequenti.
Dino Scanavino, presidente CIA – Confederazione Italiana Agricoltori, interviene sul tema all’interno di “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

I simboli e i linguaggi tipici del martirologio cristiano sono stati abbondantemente usati durante uno dei periodi più controversi e difficili della storia italiana come il ventennio fascista e la successiva lotta di liberazione. Dal primo dopoguerra all’ascesa e caduta del fascismo, alla resistenza partigiana e all’Italia post seconda guerra mondiale il ricorso al tema del martirio fu uno strumento fondamentale per aggregare una popolazione sempre più disorientata.
Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, il professor Daniele Menozzi, docente di storia contemporanea presso la Scuola Normale Superiore di Pisa e curatore del volume Treccani “L'Italia e i Santi. Agiografie, riti e devozioni nella costruzione dell’identità italiana” che contiene un approfondimento ad hoc su questo particolare periodo storico.

“L'impresa deve caratterizzarsi per la capacità di servire il bene comune della società mediante la produzione di beni e servizi utili. Cercando di produrre beni e servizi in una logica di efficienza e di soddisfacimento degli interessi dei diversi soggetti implicati, essa crea ricchezza per tutta la società: non solo per i proprietari, ma anche per gli altri soggetti interessati alla sua attività
L'obiettivo dell'impresa deve essere realizzato in termini e con criteri economici, ma non devono essere trascurati gli autentici valori che permettono lo sviluppo concreto della persona e della società.”

In queste parole che la Dottrina Sociale della Chiesa usa a proposito dell’impresa si ritrovano tutti gli elementi  che oggi determinano la Responsabilità Sociale d’Impresa, termine che indica tutte quelle attività e quelle politiche che hanno l’obiettivo di conciliare gli obiettivi economici dell’impresa con quelli sociali e ambientali del territorio di riferimento, in un’ottica di sostenibilità futura.
Alla motivazione etico-morale che sta dietro un comportamento responsabile se ne accompagna oggi anche una di tipo economico imprenditoriale? Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, Davide Dal Maso, tra i fondatori di Avanzi Sostenibilità per Azioni, e membro del Consiglio Direttivo del CSR Manager Network.

 

La famiglia tradizionale, fondamento stesso sui cui si basa la nostra società, appare in crisi. Al di le delle politiche sociali che dovrebbero, il condizionale è d’obbligo, sostenere la famiglia il dato sotto gli occhi di tutti è quello del calo dei matrimoni.
In Italia ci si sposa sempre meno, sempre più tardi e molti giovani preferiscono la strada meno impegnativa della convivenza rispetto a quella del matrimonio; il numero di matrimoni con rito civile sta aumentando a scapito di quelli celebrati in chiesa, crescono inoltre separazioni e divorzi.

 

Avere un figlio è un dono, metterlo al mondo e crescerlo è un grande gesto d’amore, gesto ancor più significativo se rivolto verso i figli adottivi.
Anche se in calo, sono molte le  che scelgono di intraprendere il cammino dell’adozione, strada non sempre facile, ma ricca di felicità.
Interviene su A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia, Donata Nova Micucci, presidente Anfaa – Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie.

Non esiste solo la responsabilità dell’impresa, ma anche quella del consumatore. Ognuno di noi con le proprie scelte di acquisto premia le politiche aziendali di questa o quell’impresa.

Quando si acquista si premia il prodotto che si ritiene migliore di altri, esattamente come si fa quando alle elezioni si premia un candidato con il proprio voto. È il concetto di voto con il portafoglio, tema che l’associazione Next-Nuova Economia per tutti porta avanti da diversi anni e che recentemente si è dotato di un nuovo strumento, un’app che permette di trovare imprese sostenibili, informarsi sulle loro politiche aziendali e, eventualmente, premiarle con il proprio “voto”.
Luca Raffaele, project manager di Next - Nuova Economia X Tutti, ne ha parlato intervenendo su “A Conti Fatti, rubrica a cura di economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia.

Quando Carlo Pisacane nel 1857 organizzò la sua sfortunata spedizione per liberare l’Italia meridionale dalla dominazione borbonica venne accolto dalle popolazioni locali come un bandito più che come un patriota.
Poco più di dieci anni dopo Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille risaliva l’Italia dalla Sicilia verso la Campania e veniva accolto dalle popolazioni che incontrava con ospitalità, entusiasmo, in alcuni casi con venerazione.
Il movimento per l’unità nazionale italiana non fu solo susseguirsi di battaglie, accordi e trattati, ma un vero e proprio movimento culturale cui diedero un contributo centrale tanti protagonisti dell’epoca, da Pellico ai fratelli Bandiera, a Garibaldi, figure a metà tra eroi e martiri sulle cui storie si costruì la base per la definizione di un’identità nazionale prima e dopo l’unità.

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