Gli italiani e la bellezza

Come Censis e Fondazione Marilena Ferrari ci siamo voluti interrogare su questo, siamo o no soltanto il paese di Gomorra? La risposta che esce fuori è fortissima: non lo siamo non lo siamo affatto, siamo ancora il paese della bellezza che vuole essere bello anche dal punto di vista etico e non soltanto dal punto di vista estetico, per quanto non possiamo non riconoscere che siamo un paese che negli ultimi 20 anni per certi versi si è andato un pò imbruttendo.

Partiamo dalla prima domanda che abbiamo voluto rivolgere agli italiani: “è d’accordo con la seguente affermazione: vivere in un posto bello aiuta a diventare persone migliori?”, cioè la bellezza aiuta ad essere migliori anche dal punto di vista etico? Il 60-70% degli italiani è molto o abbastanza d’accordo con questa affermazione, la bellezza in qualche modo salva la vita, la bellezza ci aiuta ad essere persone migliori. Ma allora abbiamo chiesto che cosa è veramente brutto, in cosa consiste l’assenza di bellezza e qui è venuta fuori una risposta sorprendente sulla cosa più brutta che gli italiani si ricordano negli ultimi 12 mesi: soltanto il 20% risponde la mondezza di Napoli, ricorderete una bruttezza visiva assolutamente inestetica, l’11% risponde i programmi televisivi volgari,mentre il 52% risponde che è brutto il degrado politico.
C’è questa sensazione, questa convinzione che la bruttezza non è solo un fatto puramente d’immagine ma la bruttezza è anche un fatto di comportamenti e il degrado politico è più brutto della mondezza di Napoli. Questo dovrebbe far riflettere anche non solo sulla bruttezza, ma anche sulla bellezza e se questo è il brutto che cos’è che deve essere il bello; il bello devono essere i comportamenti positivi e infatti quando chiediamo agli italiani come giudicano i linguaggi utilizzati dagli italiani il 43% risponde “decisamente brutti” cioè 4 italiani su 10 dicono “io trovo brutto il linguaggio” mentre alla domanda “come giudica lo stile di vita degli italiani” il 24% dice brutto e il 32% abbastanza brutto.
Quindi la bruttezza è un fatto legato ai comportamenti, ma io ho trovato sorprendente quando questa stessa domanda noi l’abbiamo rivolta in questo modo: “come giudica i rapporti tra le persone che non si conoscono?” , le persone che incontro sull’autobus, per strada che non conosco prima, che nessuno mi ha mai presentato; il 18% li reputa belli e questo può essere un 18% di ottimisti però il 32% li reputa abbastanza belli quindi c’è più di un 50% degli italiani che dice che i rapporti tra le persone che non si conoscono, che si incontrano causalmente, sono belli quindi. Entriamo anche in questo campo in una bellezza nei comportamenti verso cui sicuramente c’è una forte aspirazione.
Un altro tema importante per quanto riguarda la bellezza: siamo il paese più bello del mondo, ma a che cosa ci deve servire? Quando lo chiediamo agli italiani solo il 10% dice che è un potenziale business; ricorderete il nefasto concetto dei giacimenti culturali, c’è chi ha il petrolio e noi abbiamo il petrolio nei nostri giacimenti culturali: questa è un’idiozia, non stanno li per essere fruttati, il patrimonio della nostra cultura per gli italiani è il punto da cui ripartire, il 40% dice il punto su cui rilanciare il paese e il 28% dice “è la nostra forza d’identità nazionale”, la bellezza per gli italiani è una questione di identità, di forza, un punto di rilancio, di riscatto. È una fame che riguarda tutto quanto, a partire dal momento estetico culturale che si ripercuote su un comportamento e sugli atteggiamenti dei politici, di chi ci governa e i messaggi che passano attraverso i mass media.
Ma io vorrei concludere con due temi secondo me che riassumono un po’ tutto: la speranza e la forza spirituale.
Per gli italiani la speranza è ancora forte, abbiamo circa un 60-70% che dice che la speranza degli italiani è ancora molto o abbastanza forte, che crede quindi che gli italiani abbiano ancora qualcosa da dire, qualcosa da costruire partendo dal proprio patrimonio culturale e artistico
E quando chiediamo “La forza spirituale degli italiani è ancora accesa?”, ossia questa capacità di tradurre in bello ciò che sentono come sentimento, il 71% degli italiani dice che la forza spirituale è ancora molto o abbastanza accesa; mi sembra che questo sia significativo per dire quale deve essere il nostro punto per ripartire.

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