Quando Carlo Pisacane nel 1857 organizzò la sua sfortunata spedizione per liberare l’Italia meridionale dalla dominazione borbonica venne accolto dalle popolazioni locali come un bandito più che come un patriota.
Poco più di dieci anni dopo Giuseppe Garibaldi con i suoi Mille risaliva l’Italia dalla Sicilia verso la Campania e veniva accolto dalle popolazioni che incontrava con ospitalità, entusiasmo, in alcuni casi con venerazione.
Il movimento per l’unità nazionale italiana non fu solo susseguirsi di battaglie, accordi e trattati, ma un vero e proprio movimento culturale cui diedero un contributo centrale tanti protagonisti dell’epoca, da Pellico ai fratelli Bandiera, a Garibaldi, figure a metà tra eroi e martiri sulle cui storie si costruì la base per la definizione di un’identità nazionale prima e dopo l’unità.

Pubblicato in L'Italia e i Santi

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