In Italia si è dibattuto a lungo sul tema della santità e di quanto quest’ultima si sia intrecciata con la storia della nostra Penisola: una ricca stagione di discussioni e ricerche ha condotto molti osservatori ad evidenziare una stretta connessione tra la devozione e le realtà geografiche italiane. I Santi, infatti, prima e a seguito della loro canonizzazione hanno contribuito fortemente a creare identità marcate nelle comunità a loro devote e di conseguenza hanno reso possibile lo sviluppo di una cultura comune in tutto il Paese. Ancora oggi alcune figure, talmente in sintonia con le aree in cui sono vissute, influenzano profondamente con il loro culto un’ampia fetta di realtà territoriali.

Per tale motivo il sabato antecedente la festa di Ognissanti, il 1 novembre, è stato donato a Papa Francesco il volume “l’Italia e i Santi” edito da Treccani: un testo che indaga su quanto e come il tema della santità abbia influenzato la costruzione di un’identità tutta italiana, e quindi anche europea. Il Pontefice, infatti, ha accolto in udienza privata a Palazzo Apostolico alcuni rappresentati della casa editrice, i quali hanno consegnato il volume nelle mani del Santo Padre. Al Papa è stata regalata una delle 1499 copie numerate del volume, formato da 850 pagine complessive. I 28 saggi che compongono “l’Italia e i Santi” partono dallo studio delle produzioni agiografiche erudite dei secoli XII-XV, passando per la fase di politicizzazione della santità (fu inventato, ad esempio, San Napoleone) fino ai martiri delle due guerre mondiali e ai nostri giorni. Il libro è di enorme portata poiché trattando le vite dei santi sottolinea il rapporto impossibile da scindere tra il mondo della fede e il mondo laico, evidenziando quanto la spiritualità sia stata fondamentale nel corso della storia d’Italia.

Massimo Bray, direttore generale di Treccani, ha illustrato “l’Italia e i Santi” al Papa, mostrandogli alcuni passi e le immagini raffiguranti la vita di San Francesco. Una figura naturalmente non casuale. Il santo di Assisi, infatti, oltre ad essere uno dei massimi ispiratori del Papa stesso, è divenuto prima il simbolo della sua città natia, in seguito un punto di riferimento per il paese intero fino a diventarne patrono. Nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani, sulle mappe alle pareti, sono raffigurati diversi santi per ogni regione: c’è sant'Agata che blocca la lava dell’Etna, oppure la manna di sant'Andrea ad Amalfi. I santi venivano percepiti, oltre che come protettori, anche come rappresentati dei territori.
Durante l’udienza, a seguito dell’incoraggiamento del Papa a proseguire questo percorso di approfondimento, Bray ha annunciato che la Treccani nel prossimo futuro pubblicherà un volume incentrato sulla storia di tutte le religioni.

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Lunedì, 23 Ottobre 2017 15:58

In Terra Santa sulle orme di Francesco

Papa Francesco con una lettera indirizzata al custode dei Francescani della Terra Santa, Francesco Patton, in occasione degli 8 secoli della custodia chiede ai missionari di essere sempre seminatori "pace, fraternità e rispetto nei luoghi dove il Figlio di Dio si è fatto carne". Ringraziando Patton in particolare "per le numerose iniziative religiose, pastorali e culturali" organizzate nella ricorrenza e "orientate alla riscoperta dell'encomiabile contributo" dei figli spirituali di San Francesco d'Assisi nel mantenere viva la testimonianza cristiana, nello studiare le Scritture e nell'accogliere i pellegrini in Terra santa.
Nella lettera il Pontefice ricorda l'iniziativa, realizzata da san Francesco nel 1217, di aprire l'ordine "alla dimensione 'missionaria e universale', inviando i frati in tutte le nazioni". E "tale allargamento - commenta il Pontefice - fu l’inizio di un'avventura straordinaria". Infatti, "assidui nella contemplazione e nella preghiera, semplici e poveri, obbedienti al vescovo di Roma", da allora i frati della custodia sono "impegnati a vivere nella Terra santa accanto a fratelli di diverse culture, etnie e religioni". Del resto, dice ancora il Papa, "a tutti è nota la vostra disponibilità ad accompagnare i passi dei pellegrini provenienti da ogni parte del mondo attraverso l’accoglienza e la guida", così come lo sono "la ricerca delle testimonianze archeologiche",  l'impegno "al servizio della comunità ecclesiale locale", e lo "studio attento delle Sacre Scritture".
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Fede e Vita, un binomio forte che è spesso presente sulla scena mediatica, soprattutto quando si parla della difesa dei più deboli e di chi non ha voce. Ma come rinforzare il legame tra queste due dimensioni? Come rendere presente concretamente nella Vita il proprio vissuto di Fede? Credere porta a modificare gli stili di Vita di ogni giorno? A queste ed altre domande hanno cercato di rispondere i rappresentanti della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita che si sono incontrati ad Assisi dal 31 maggio al 2 giugno, presso la struttura delle Suore Francescane Missionarie di Maria, per il consueto laboratorio biennale.

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In un contesto come quello attuale in cui assistiamo sempre più a eventi metereologici estremi causati da un’attività umana poco attenta al rispetto dell’ambiente, diventa sempre più importante sensibilizzare e comunicare su queste importanti tematiche. Soprattutto verso i più giovani, la generazione di domani. Ne abbiamo parlato con , intervenuto su A conti Fatti, rubrica a cura della redazione di economicristiana.it ed in onda sulle frequenze della Radio Vaticana.

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San Francesco a Ripa: per un romano medio è un luogo di passaggio nel cuore di Trastevere, ma per alcuni è divenuta da circa un anno ad oggi un luogo dove essere accolti, compresi e sostenuti per ripartire nella vita dopo mille disavventure. Infatti da ottobre 2011 i frati Francescani Minori presenti in questa chiesa hanno cominciato ad accogliere nelle loro strutture persone senza una casa, una famiglia, un lavoro e nessun punto di riferimento. E da Giugno 2012 è nato il progetto “RIPA dei Sette Soli”, un centro di accoglienza notturna per senza tetto.

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