Spremuta d’arancia low cost. In Sicilia ora si può

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Strano paese l'Italia, tantissime eccellenze, tantissimi prodotti gastronomici di grande livello, eppure molto spesso nei bar, come nei ristoranti ci ritroviamo a confrontarci con dei succedanei, dei surrogati. Anche per questo fa molto piacere un'iniziativa partita dal giornale online di enogastronomia Cronache di Gusto e che ha spinto i bar siciliani all’utilizzo di prodotti locali per la realizzazione di una bevanda semplice come la spremuta di arancia a dei costi ragionevoli per la clientela.

Ne abbiamo parlato con il direttore di Cronache di Gusto, Fabrizio Carrera.


Carrera, ci spieghi questa iniziativa
L'iniziativa è molto semplice, a volte le cose semplici sembrano rivoluzionarie.
Abbiamo fatto nostro l'appello di un produttore di arance di Ribera, Paolo Ganduscio, un bravo produttore ch si lamentava attraverso il nostro giornale online del fatto che le spremute di arance in Sicilia costassero nei bar 2,50 euro, a volte 3,50.
In un territorio che produce arance, che è famoso al mondo per questa produzione, le rosse sono uniche in Sicilia e nel mondo ad esempio, è assurdo pagare una spremuta di arance ad un prezzo così alto quando al mercato le arance per le spremute costano davvero poco.
Abbiamo cercato quindi di innescare un circuito virtuoso in cui mettere un po' di bar perché proponessero ai propri clienti una spremuta ad un euro, quasi quanto il costo di un caffè.
 

Secondo lei è replicabile con altri prodotti non solo in Sicilia, ma anche in Italia?
Sono convito di si, tra l'altro già alcuni bar non siciliani hanno chiesto di aderire all'iniziativa e la cosa che ci fa sorridere è alcuni proprietari di bar ci chiedono: " quanto costa aderire all'iniziativa", per avere adesivi e locandine, noi rispondiamo: " guardate che è gratis". L’obiettivo è una piccola evoluzione culturale per abituare le persone, in questo caso i siciliani, a bere spremute di arancia che fanno anche molto bene.
 

Di arance non è che ce ne siano così poche, quindi c'è la possibilità di ampliare questa iniziativa.
Assolutamente. Inoltre ogni regione ha delle eccellenze, delle peculiarità in termini di prodotti agricoli per cui dovrebbe farne tesoro per darsi più identità.
Le arance in Sicilia come le mele in Trentino, ci dovrebbe essere una sorta di tracciabilità che dia identità a un territorio e questo è un po' il nostro obiettivo.
C’è inoltre un valore sociale in questa iniziativa perché vorremmo che in questi tempi difficili anche i bar nel loro piccolo facessero qualche passo verso il consumatore, verso il cliente.
 

Raccontiamo un po' di questa arancia, sia dal punto di vista del sapore, ma anche da quello salutistico.
Se parliamo di arance siciliane dobbiamo dividere un po' in due, la Sicilia occidentale è famosa per quelle bionde, la varietà washington navel, quelle che nella parte inferiore hanno come un ombelico, infatti navel credo che in inglese significhi proprio questo.
Sono arance chiare, molto succose, grandi per spicchi e pezzatura, soprattutto se sono quelle dal calibro maggiore, chiamate in gergo fioroni, ed hanno un sapore molto dolce.
In Sicilia orientale abbiamo invece le arance rosse, uniche al monde, credo che non ci siano altri paesi al mondo che riescano a produrle. Si producono solo lì perché ci sono condizioni climatiche particolari, forse anche l'influenza dell'Etna, e allora vengono fuori varietà come moro e tarocco.
Secondo alcuni esperti, ma non voglio creare guerre tra produttori, avrebbero qualche sostanza in più, qualche polifenolo in più che potrebbe essere benefico per la salute.
Le dico una piccola una piccola curiosità: proprio Paolo Ganduscio ci raccontava che i tedeschi amano prenotare le arance presso la sua azienda tra novembre e fine dicembre, quando ancora le arance non sono del tutto mature. Lui ha chiesto spiegazioni e i tedeschi gli hanno risposto di volere le arance perché le usano a scopo preventivo per tutelarsi dalle influenze grazie alla vitamina C.

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