Le stagioni pordenonesi

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Il Friuli-Venezia Giulia grazie alla sua posizione è da sempre porta di passaggio tra oriente e mitteleuropa. Una porta a doppia entrata dove lo scambio tra culture e tradizioni si è manifestato anche nella gastronomia, con tracce di cucina ungherese, boema, polacca, slava, turca, greca, ma anche ovviamente tedesca e austriaca. Un vero melting pot di gusti, di profumi, di contrasti, di tradizioni. Tanti abbinamenti, tante grandi eccellenze. 

È di questo che abbiamo palato con Sergio Lucchetta presidente del Consorzio Pordenone turismo, intervenuto su "A Conti Fatti", programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 

 

Lucchetta, sono stato recentemente ospite ad una vostra bella manifestazione. Ce ne parla?
Lei si riferisce chiaramente alla manifestazione Pordenone Wine & Food Love. È una manifestazione che ha solo due anni, quindi molto giovane, ma che ha la pretesa di far conoscere il nostro territorio partendo dai vini in particolare, ma andando poi verso tutti i prodotti del territorio. Ecco, mi piacerebbe accompagnarvi in questo percorso con la conoscenza di alcuni prodotti del nostro territorio partendo dalla stagionalità.
Partiamo dall’inverno che nella tradizione contadina ha un protagonista che è il maiale.
C’è un piatto tipico di tutto il Friuli Venezia Giulia e quindi anche tutto il nostro territorio che è brovade e muset. La brovada è fatta di rape tagliate sottili e messe a fermentare in vinacce, di vino, vengono lasciate fermentare, assumono una base acida, vengono fatte cuocere e si accompagnano a questo punto al muset, che è il cotechino. La brovada serve a sgrassare il cotechino che è carne di maiale con cotenna, ma chiamandosi muset c'è anche parte del muso. Questo è uno dei piatti più conosciuti in Friuli-Venezia Giulia.


Passiamo a qualcosa di primaverile.

In primavera c’è l'esplosione delle erbe. Oltre agli asparagi, che sono conosciuti, abbiamo il silene, che da noi si chiama grisol o sciopetin, i bruscandoli, che sono i germogli di luppolo selvatico, il tarassaco, che in pordenonese si chiama radicele. Tutte queste erbe servono per fare delle frittate, tenga conto che a San Marco c'è la tradizione della fortaia in comina. La comina, è una zona periferica di Pordenone, una zona dei campi; tutta la città, a mangiare la frittata con le erbe della primavera in questo territorio.


Siamo in estate…
Sull'estate vorrei fermarmi sul prosciutto. Voi conoscete il prosciutto di San Daniele, ma anche sul nostro territorio ci sono prosciutti e poi c'è il Figo moro da Caneva. Chi viene e non mangia il prosciutto con il Fico moro da Caneva, non sa cosa si perde.


Chiudiamo il cerchio con l’autunno

L'autunno è sicuramente appassionante come periodo. In autunno incominciano i primi freddi, cominciano le verdure autunnali, i funghi. In Friuli-Venezia Giulia e in provincia di Pordenone abbiamo anche il tartufo, soprattutto il tartufo nero, è un tartufo spontaneo.
 

Lei così ci ha messo fame, ma io volevo anche ricordare che il Friuli-Venezia Giulia è uno dei terroir più importanti, non solo in Italia ma al mondo, per quanto riguarda la produzione vitivinicola. Tutto questo di cui abbiamo parlato ha degli abbinamenti straordinari.
Assolutamente. Tenete conto che in Friuli-Venezia Giulia la produzione del 2012 è stata di circa di un milione e 380mila ettolitri di vino. La gente conosce in genere i vini del Collio, tenete conto che la produzione della provincia di Pordenone è oltre il 50% dei prodotti del nostro territorio, che si identifica per una cosa in particolare i Magredi. I Magredi sono terra con i sassi, il sasso raccoglie il calore del sole durante il giorno e lo rilascia lentamente durante la notte. Questo vuol dire che i nostri vini sono molto più aromatici dei vini degli altri territori. Lei sa che Ippolito Nievo diceva che il Friuli Venezia Giulia è un piccolo compendio dell’universo; ecco, Pordenone fa parte di questo piccolo compendio dell’universo.

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