Alla scoperta di gusti e sapori di Roma e del Lazio

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In questo viaggio attraverso le regioni e i territori italiani e le loro eccellenze agro- alimentari si arriva nel Lazio e a Roma, territorio ricco di eccellenze agroalimentari e interessante per le sue proposte gastronomiche e per la sua ristorazione. Ne parliamo con Carlo Hausmann, direttore generale dell'Azienda Romana Mercati, azienda speciale della camera di commercio di Roma per lo sviluppo e la promozione del sistema agroalimentare e la gestione della borsa merci, intervenuto su "A Conti Fatti", programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso da Radio Vaticana Italia.

 

 

Roma è una grandissima città, ma anche da un punto di vista agricolo è un comune molto importante.

Si dice solitamente che Roma è il più grande comune agricolo d'Europa. In realtà non è proprio così corretto: da quando il comune di Fiumicino si è staccato dal comune di Roma, la superficie territoriale si è divisa in due. Dei 180mila ettari che compongono la città, un terzo è urbanizzato, un terzo è costituito da parchi e un terzo, quasi 60mila ettari, sono la superficie agricola. Questo rende comunque  Roma un comune molto produttivo.

 

Facendo un viaggio alla scoperta delle eccellenze agroalimentari, tra i vari generi ci sono anche i formaggi..

Quando si parla di prodotti alimentari bisogna partire dagli ambienti di produzione. Nel nostro caso, la campagna romana, un grande territorio che comprende una parte di pianura, una parte di collina e anche una parte di montagna, genera sistemi di allevamento e di produzione abbastanza diversi tra loro. Roma è una città circondata dalla pastorizia, soprattutto dall'allevamento ovino. La produzione riguarda la ricotta romana DOP, ma anche prodotti freschissimi da consumare in giornata come la giuncata, prodotto cagliato con latte ovino; fino al primo sale, una caciotta fresca. Ci sono, inoltre, dei formaggi che vengono fatti soprattutto con caglio animale che vanno dai 3 mesi hai 7/8 mesi di stagionatura, e che vengono immesse sul mercato sotto forma di caciotte. Non mancano i pecorini, formaggi da tutto pasto e anche da grattugia. Non parliamo solo del pecorino romano, prodotto famoso in tutto il mondo, ma parliamo anche di quei pecorini che vengono confezionati per potenziare il gusto sulla tavola.

 

Secondo lei Roma ha un effetto un po' “cannibale” rispetto alla Regione sia dal punto di vista ristorativo, sia dal punto di vista attrattivo? E quanto le eccellenze agroalimentari potrebbero diventare motivo di forte appeal per il turismo e in modo particolare quello straniero?

Il mercato alimentare di Roma è molto grande e conta circa 6miliardi di euro di consumi ogni anno. Tutto il territorio agricolo che sta intorno alla città oggi copre circa il 6/7% del consumo della città stessa. Gli spazi di crescita non mancano e sono molto importanti. L'impressione è che si possa crescere soprattutto nel settore delle specialità: non tanto su quei prodotti che possono essere sostituiti da forniture più economiche e che vengono dal resto del mondo, ma soprattutto su quei prodotti che hanno una personalità molto forte e che son legati al territorio. Abbiamo parlato dei formaggi, ma potremmo parlare delle olive da mensa, dei salumi, dei pani tipici, dei mieli e così via.

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