Una piccola grande regione

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Parlando di cibo e vino, tempo fa mi hanno chiesto di scrivere un'introduzione sul Molise che ho definito, citando Tolkien nel suo bellissimo Signore degli Anelli, come la terra di mezzo. A rendere questa regione diversa dalle altre è proprio il suo essere una sorta di cerniera spazio temporale, tra centro e sud, tra cielo e mare, tra oriente e occidente anche tra passato e presente.

Terra di passaggio, anche nel vero senso del termine perché che il Molise era la terra di passaggio di pastori, che dal nord, dall'Abruzzo, passavano verso la Puglia.
Per scoprirne le peculiarità enogastronomiche ne ho parlato un grande esperto, presidente onorario dell'associazione Città dell'Olio: Pasquale Di Lena.

Di Lena, le piace la descrizione del Molise come “Terra di mezzo"?
Molto interessante e anche molto azzeccata nel senso che è vero questo concetto di terra di mezzo, di terra di transito, di congiunzione tra nord e sud per effetto di millenni e millenni di transumanza e quindi dei tanti tratturi che univano l’Abruzzo con la Puglia

Sono molti quelli che non conoscono il paniere agroalimentare molisano; facciamo un po' un percorso partendo dai formaggi essendo il Molise terra di pastorizia.
La transumanza ha dato vita a un arte casearia molto interessante, dal momento che per lungo tempo ancora prima che agricoltori si era pastori. Il Molise è una piccola grande regione, piccola per le dimensioni, ma è grande per quanto riguarda il paniere che è ricco di tutto; ci sono anche i tartufi, il 40% del tartufo bianco viene raccolto nel Molise.

Grandi formaggi, ma anche grandi salumi. Io ad esempio ho una passione per la Pampanella.

Io l'ho dichiarata la più grande fabbrica del Molise e ne sono sempre di più convinto, perché è un prodotto unico, non ancora oggetto di denominazione d'origine, quindi a rischio.
A mio parere meriterebbe una denominazione d'origine protetta o indicazione geografica protetta per poter svolgere quel ruolo che abbiamo potuto valutare per altri prodotti, penso al San Daniele, un prosciutto che ha fatto diventare un piccolo paese un marchio nel mondo. Questa Panpanella è molto particolare, come tutte le cose eccezionali può piacere o meno come il tartufo, l'ostrica o altre specialità. È un maiale che viene elaborato, cotto e poi preparato con tutta una serie di ingredienti per la sua aromatizzazione e conservazione.
Coinvolge grandi processi soprattutto con il rilancio della zootecnia, delle stalle, dell'apertura dei forni e dei trasporti, ecco perché dico che è una grande fabbrica.

Ci siamo conosciuti diversi anni fa quando era il direttore dell'Ente Vini Enoteca Italiana di Siena, quindi con lei un piccolo assaggio dei vini del territorio vorrei farlo.

I vini sono cresciuti molto e oggi sono anche all'attenzione degli esperti e del consumatore più esigente. Il vino principale, che stava per scomparire negli anni passati e che ora è tornato è la Tintilia, che ha una sua denominazione d'origine, poi ci sono altre tre denominazioni d'origine, una riguarda la provincia di Isernia con il Pentro. Poi ci sono le indicazione geografiche tipiche, ma il processo di crescita della qualità è notevole ed ha coinvolto le aziende che oggi trasformano quest'uva in vino.
Vorrei sottolineare che molte di queste aziende sono nate dal 2000 e tante sono gestite da donne.

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