Passeggiando sulle strade della mozzarella

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Inizia domani a Pestum e proseguirà fino a mercoledì14 maggio la settima edizione Delle Strade della Mozzarella. Un congresso gastronomico di altissimo livello, che come dice il nome vede come grande protagonista la mozzarella di bufala Campana dop.

Ma non solo la mozzarella, non solo gastronomia ma anche impegno sociale e di questo ne parliamo con l'organizzatrice Barbara Guerra.

Stiamo scaldando i motori, domani si parte e si parte con questa grande parata di star della cucina.
Ormai siamo pronti. Una lunga preparazione che è durata tantissimi mesi e domani apriamo le porte a tantissimi chef provenienti dall'Italia e dall'estero per raccontarci il loro punto di vista sulla mozzarella di bufala Campana, una grande occasione anche per noi per accoglierli nel nostro territorio, nell'area di produzione della mozzarella.

Un evento di questo genere credo che abbia anche un forte impatto sociale sul territorio.
Sicuramente raccontare e parlare di Sud è una cosa molto importante, abbiamo un grandissimo patrimonio ce lo diciamo sempre sia dal punto i vista agroalimentare che turistico, paesaggistico, storico, una grande risorsa per l'Italia intera. Noi nel nostro piccolo cerchiamo di metterlo a disposizione dei grandi comunicatori delle eccellenze gastronomiche italiane che sanno orientare i consumi e le scelte dei consumatori. Lo mettiamo a disposizione degli chef importanti che sono veri e propri ambasciatori del made in Italy ed è un'occasione per noi di parlare di mozzarella e di far effettivamente vivere questo territorio, far conoscere le aziende che producono questo fantastico prodotto e far vedere da quale territorio viene.

Mozzarella grande star, ma so che ci sono altri prodotti, e credo che la pizza, per quanto si diceva prima del sociale, abbia una sua rilevanza.
C'è un fenomeno molto bello che si sta sviluppando in questi anni in Campania e parte proprio da Napoli e dal suo territorio. La pizza è uno degli alimenti più conosciuti, più amati e più consumati al mondo; ha le sue origini in questa terra, e quindi c'è un grande consumo se pensiamo che a Napoli ogni giorno si accendono 1500 forni a legna fa capire tutto l'attaccamento che c'è verso questo alimento da parte dei campani. Quello che è stato fatto nella gastronomia dai grandi chef negli anni, mettere nel piatto i prodotti del territorio e valorizzare delle economie locali, sta succedendo in Campania attraverso la pizza, con dei numeri anche molto impegnativi dal punto di vista della produzione. Faccio l’esempio dei fratelli Salvo, che hanno una pizzeria a San Giorgio a Cremano, e che hanno rimesso a produzione un prodotto che era quasi scomparso come la patata interrata del Taburno per fare le loro “crocchè”, quindi ettari interi che vengono coltivati per le loro necessità, un prodotto d'eccellenza in una pizzeria d'eccellenza. La stessa cosa la fa Franco Pepe a Caiazzo, in provincia di Caserta, che ha riportato in auge delle antiche coltivazioni perse, perché non erano più redditizie per i contadini, ha fatto in modo che attraverso i consumi della sua pizzeria vivessero delle intere economie. Questa per noi è una grandissima soddisfazione e questo vogliamo raccontare.

Vedo nel programma che avete coinvolto il top della cucina italiana e mercoledì avete anche degli interventi degli internazionali.
Si, abbiamo il grande piacere di ospitare per il primo anno degli chef internazionali e parlo di Quique Dacosta di Denia, Spagna, Josean Alija di Bilbao e Jean-Francois Piege di Parigi, degli importantissimi chef che vengono a realizzare un piatto con la mozzarella di bufala. Questo ha comportato studio, questo ha comportato un grande lavoro sul prodotto, quindi hanno conosciuto questo prodotto e probabilmente lo metteranno anche in carta nei loro ristoranti nelle loro città quindi; un grande orgoglio e onore per noi. Organizzare un evento con tutti questi chef è impegnativo, sicuramente perché quando si mettono insieme tante persone e si organizza un congresso ci sono sempre delle difficoltà, ma la cosa bella è che parliamo di professionisti con un grande senso pratico e quindi diciamo che i problemi sono effettivamente nulli.

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