Cresce il cosumo di vino rosato

Scritto da   Domenica, 29 Giugno 2014 16:00 dimensione font riduci dimensione font aumenta la dimensione del font Stampa Email
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Nel variegato mondo del vino fino a qualche anno fa i rosati erano considerati una sorta di figli di un Dio minore. Vini poco apprezzati, gli esperti storcevano il naso di fronte a un'etichetta di rosato. Fortunatamente le cose stanno cambiando; lo dicono anche i dati al consumo che vedono quello dei rosati in costante crescita.


Francesco D'Agostino direttore della rivista "Cucina e Vini" ha analizzato il fenomeno intervenendo su A Conti Fatti

 

 

D’Agostino, mi conferma questi dati? C'è sempre un maggiore apprezzamento del pubblico, dei consumatori, della critica nei confronti dei rosati?
Si, diciamo che sono stati in qualche modo sdoganati.
Forse il problema era un po' il luogo comune di pensare a questi vini come degli ibridi, nel vero senso della parola, un miscuglio di bianchi e rossi, cosa che non è affatto vera.
In Italia, che di vino ne produce tanto, eravamo un po' il fanalino di coda nei consumi. Il consumo invece sta crescendo molto e adesso abbiamo superato il milione e mezzo di ettolitri l’anno. Negli ultimi anni è del 5/6% l'anno, in controtendenza, rispetto al bianco e al rosso il cui consumo decresce.

Il 9% del vino consumato nel mondo è rosato. L'Italia come si pone in questa classifica mondiale. Anche qui siamo all'avanguardia?
L'Italia è all'avanguardia in termini di export. Due dati per capire: in Italia si producono grosso modo 6 milioni di ettolitri di vino rosato e se ne consumano poco più di un milione e mezzo, quindi il resto va tutto in export.
La Francia, con cui ci paragoniamo sempre, produce sette milioni di ettolitri, solo un milione di ettolitri in più, però ne consuma 7,6 milioni, cioè la Francia non riesce a produrre quanto ne consuma.
In sostanza la Francia non è un esportatore di vino rosato, mentre l'Italia è il più grande esportatore del mondo, considerando che la produzione mondiale di rosato è di circa 23 milioni ettolitri, quindi poco meno di 1/3 è italiana, solo che noi ne consumiamo meno degli altri.
C'è tanto da fare.

Quali sono in Italia i territori che rappresentano i punti di riferimento per il rosato?
Sono diversi i territori dove il rosato non è figlio di un Dio minore, ma è un vino apprezzato, bevuto, proposto anche nella ristorazione.
Partendo dal sud la Puglia, in particolare la zona del Salento, ma tutta la Puglia; il filo rosa passa poi per l'Abruzzo con il Cerasuolo d'Abruzzo, poi bisogna salire un po' di più, in Lombardia e in Veneto, dove il Lago di Garda è la zona in cui il rosato è più apprezzato e consumato, dalla parte parte del Veneto, Bardolino Chiaretto, e dalla parte della Lombardia il rosato del Garda.

Anche le bollicine hanno avuto un ruolo importante. Funzionano da traino?
Le bollicine hanno avuto un'evoluzione incredibile. Il mondo delle bollicine cresce sempre di più in rosa rispetto al vino fermo, perché fino a pochi anni fa erano utilizzate soltanto spumanti o champagne per occasioni particolari, per ricorrenze particolari perché erano sempre vini in qualche modo di nicchia.
Ad un certo punto è esplosa la moda del bere facile, anche delle bollicine, di un bere meno complicato con il prosecco e questo ha portato a produrre dei vini rosati un po' meno complessi, più immediati, più facili, ma parlo sempre di vini di qualità.
Questo ha portato a un'esplosione che poi c'è stata anche nelle grandi denominazioni dei vini rosati più importanti con le bollicine. Lo spumante sta vivendo nel mondo in rosa un momento molto felice. Chiaramente è sempre una nicchia, ma una nicchia che cresce in un modo unico.

Sempre più appassionati che potranno avere la loro soddisfazione a Roma con un evento targato "Cucina e Vini" interamente dedicato ai rosati e che si svolgerà in questa settimana, mercoledì 2 a Palazzo Brancaccio, e cosa succede esattamente?
Succede che ci saranno oltre 150 vini da assaggiare, ci saranno vini fermi e con le bollicine da tutti i territori d'Italia, quindi quelli che abbiamo menzionato più tutti gli altri, perché il rosato si fa a tutte le latitudini italiane, non ci sono mai grandissime produzioni in quantità, però lo fanno un po' tutte le aziende.
Negli anni passati con il dominio dei bianchi e dei rossi non si dedicavano manifestazioni ai vini in rosa e questo li ha mantenuti in un angolo. Il modo migliore per farli crescere, più che fare guide, è portarli alla bocca delle persone, fargli capire che è un modo di bere interessante, non solo estivo, ma anche invernale.

Letto 3832 volte Ultima modifica il Domenica, 29 Giugno 2014 01:22

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