Leonori, Assessore al Turismo: “fare buona accoglienza per una buona convivenza tra turismo e città

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Marta Leonori, Assessore al Turismo del comune di Roma è intervenuta su A conti Fatti, rubrica a cura della redazione di economicristiana.it ed in onda sulle frequenze della Radio Vaticana.

 

Assessore, l’accoglienza è uno dei tratti distintivi di una città come Roma. Ci può dare qualche dato a riguardo?

La città di Roma ha tra le sue vocazioni quella dell'accoglienza, non soltanto turistica ma anche culturale e religiosa. In questi anni il flusso dei turisti ha conosciuto numeri positivi: abbiamo un continuo aumento di arrivi e di presenze nella città che sono oltre il 5% mese dopo mese. Un dato fortissimo lo abbiamo constatato nel mese di aprile, che è stato un mese di accoglienza su diversissimi settori. È stato, infatti, il mese caratterizzato dai dieci giorni che si sono aperti con la via crucis e si sono chiusi con la canonizzazione dei due Papi.

Ogni anno oltre 13milioni di turisti vengono a visitare la nostra città: l'obiettivo è quello di aumentare questo dato, conciliando queste presenze con la vita quotidiana della città. Questo verrà fatto con diverse modalità, prendendo tutto ciò che c'è di buono non soltanto da un punto di vista economico ma anche di condivisione di esperienze e cultura.
 

In occasione della canonizzazione dei due Papi, Roma Capitale e Opera Romana Pellegrinaggi, insieme alle principali associazioni di categoria, hanno redatto un decalogo di regole per la buona accoglienza di turisti e pellegrini. Ce ne può parlare?

In quell'occasione con l'Opera Romana Pellegrinaggi e con tutte le associazioni abbiamo stabilito di dare delle linee guida che sono state sottoscritte da tutti. Principalmente si tratta di diritti e anche di doveri dei turisti. Viene riassunto in punti sintetici quali sono le regole da rispettare quando si va in un ristorante, quando si acquista un prodotto, tutte quelle tutele che una persona può avere quando entra in contatto con attività commerciali ricettive. Ma dice anche quali sono i doveri del turista: deve rispettare la città così come chiede di essere rispettato. Spesso, infatti, vediamo persone che non rispettano la nostra città, i nostri monumenti. Quello che vogliamo, allora, è una convivenza tra turismo e città. Il decalogo è stato diffuso in italiano e in inglese con la collaborazione delle associazioni di categoria e dell'Opera Romana Pellegrinaggi e promosso da Roma Capitale. È una metodologia che vorremmo ripetere anche in futuro coinvolgendo tutti gli attori che sono parte dell'accoglienza della nostra città.
 

Lo scorso 9 luglio è stato presentato in Campidoglio la via di Karol, un percorso europeo dei piccoli santuari che dalla Polonia giunge a Roma. Questo itinerario, in particolare, vuole utilizzare la partecipazione delle comunità locali nel processo di accoglienza del viandante. Un altro modo per fare buona accoglienza. Ci può parlare proprio di questo aspetto?

Partiamo da una frase: “tutte le strade portano a Roma”. Tutte le strade portano a Roma, ma devono farlo in modo sicuro e accogliente, rispettando anche il percorso che viene effettuato per arrivare nella nostra città. La via di Karol, come era già avvenuto in passato per la via francigena, è un punto di connessione, un percorso per le persone e i pellegrini, ma anche per i turisti, che mette in rete le strutture di accoglienza, le informazioni e in alcuni casi altri percorsi che possono essere sia spirituali che turistici. E' stato interessante presentare il percorso: c’è infatti una continua attenzione nei confronti di un turismo più personalizzato, che chiede in alcuni casi di convivere con la natura che ci circonda o in altri casi di avere dei momenti per se stesso. In questo si fa rete con le altre comunità locali della provincia, della regione ma anche, come in questo caso, di altre regioni di altri stati. Proprio perché il percorso possa avere quel fil rouge unico che le ricongiunge. 

 

20 luglio 2014

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