Piave Dop, quando un prodotto racconta lo sforzo di un territorio

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Circa sessant’anni fa un gruppo di allevatori guidati da Don Antonio della Lucia, decisero di mettersi insieme e di fondare la Latteria Sociale Cooperativa della Vallata Feltrina, oggi Lattebusche, per contrastare il forte squilibrio esistente tra agricoltura di pianura e agricoltura di montagna. Da allora la filiera del latte bellunese ne ha fatta di strada ed oggi vede riconosciuti i suoi sforzi dal riconoscimento del marchio Dop sul suo prodotto principe, il formaggio Piave.

La storia di questo territorio è stata raccontata da Earth Day Italia che, in collaborazione con il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha voluto realizzare il progetto “Tra Campagne intelligenti e Montagne all’avanguardia”, una rassegna di quei casi di comunità rurali e montane che, basando la propria economia sull’agricoltura e la produzione agroalimentare, hanno saputo “inventare” nuovi modelli di sviluppo per il territorio.

A conti Fatti, trasmissione a cura della redazione di Economiacristiana.it trasmessa da Radio Vaticana Italia ha intervistato sul tema Chiara Brandalise, responsabile del Consorzio per la tutela del formaggio Piave Dop.

La zona del bellunese, come altre zone di montagna, presenta delle difficoltà particolare dal punto di vista agricolo
Siamo in provincia di Belluno, quindi ai piedi del parco delle Dolomiti Bellunesi, siamo circondati da montagne, ci troviamo in una vallata dove l'agricoltura comporta delle difficoltà molto maggiori rispetto alla pianura, difficoltà che si traducono poi in aspetti economici molto più pesanti, aspetti di lavoro più faticoso, aspetti di rischi più elevati. Quindi il mantenere questa agricoltura in montagna diventa uno sforzo notevole, sia per gli allevatori che per gli agricoltori, sia per noi del consorzio di tutela, che dobbiamo cercare di valorizzare sul mercato il prodotto che questo territorio produce, quindi l'effetto del prodotto deve ritornare sul territorio per dare nuova vita al territorio stesso.

In che termini c’è questo ritorno?
E' un ritorno che deve essere prima di tutto economico, per mantenere anche il domani di questi allevatori, di questi agricoltori, perché se non siamo in grado, tramite la valorizzazione sul mercato del prodotto, di assicurare il domani di questi agricoltori, questi chiuderanno ed è quello che, in parte, è successo in anni recenti quando molti allevatori hanno deciso di chiudere o di non proseguire con le generazioni successive, i figli hanno preferito andare a fare lavori di altra natura.
Quello che noi cerchiamo di fare, invece, è di tutelare il territorio tramite un ritorno economico sufficiente per garantire un domani a queste persone. Questo si traduce poi in una manutenzione del territorio, perché se il territorio viene abbandonato, questo poi diventa degrado, diventa brutto, quindi non diventa neanche più attrattivo dal punto di vista turistico.

Quando parliamo di prodotto ci riferiamo in particolare al formaggio Piave Dop che però non è l’unico prodotto generato dalla filiera del latte che in termini occupazionali è fondamentale per tutto il bellunese.
La filiera del latte nel territorio del bellunese è molto importante. Oltre sessant'anni fa è nata una cooperativa, che poi si è evoluta e dai confini puramente regionali o locali è andata oltre fino ai confini nazionali e i confini extranazionali. E' una filiera che tra operatori di reti e tutto l'indotto può contare su qualche migliaia di operatori. Quindi è una filiera importante, per un territorio così di dimensioni limitate, ed è una filiera importante anche per il livello qualitativo dei prodotti che è in grado di fornire perché il latte che arriva da territori come il nostro, di montagna, ha di solito delle caratteristiche in termini di valori nutritivi, contenuti nutrizionali, di proteine, vitamine e grassi più elevati rispetto alla stessa raccolta di latte in territorio non montano.

Quello del Piave è un marchio Dop. Quanto è importante questa sigla per valorizzarlo sui mercati?
Il formaggio Piave è una recente Dop, perché è stato insignito di questo riconoscimento nel 2010 dalla Comunità Europea. Questo significa che c'è uno strettissimo legame con il territorio, vale a dire che questo formaggio può essere fatto solo in quella zona con quel tipo di latte e con quelle modalità, che sono elencate nel disciplinare di produzione.
Il marchio Dop è molto importante quanto più ci si allontana dai confini regionali o nazionali. All'estero la Dop viene riconosciuta come un qualcosa che ha intrinseco la qualità e la garanzia per il consumatore.

Quando si parla di Dop, purtroppo viene spontaneo pensare anche alla falsificazione di queste sigle e all’italian sounding. Il Piave Dop è soggetto a questo tipo di problema?
Sono da poco tornata da una missione in Brasile dove abbiamo trovato una copia del formaggio Piave. Questo è un esempio di Italian Sounding, cioè di sfruttamento del nome, dell'immagine di un prodotto italiano per lucri privati o personali. Questo è un esempio recente, ma ce ne sono altri, anche in altre parti del mondo.
Noi come consorzio di tutela abbiamo il compito e il dovere di combattere queste contraffazioni perché fanno male a tutto l'agroalimentare italiano.

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