Italian Food Experience. La dieta mediterranea ambasciatrice italiana in Europa

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Il buon cibo è tra i più importanti fattori di scelta di una destinazione per le vacanze. Ed è anche uno dei principali punti di forza della nostra offerta turistica, visto il fascino della dieta mediterranea e il grande patrimonio di prodotti dop e igp del nostro paese.
Per valorizzare ancora di più le potenzialità del settore l’Isnart -  Istituto Nazionale di Ricerche sul Turismo del sistema delle Camere di Commercio italiane -  assieme al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ha lanciato il progetto “Italian Food Experience”.

Il presidente Isnart, Maurizio Maddaloni, ne ha parlato intervenendo su A Conti Fatti, programma realizzato dalla redazione di economiacristiana.it, trasmesso da Radio Vaticana Italia ogni Domenica alle 15,40.

 


Come è andata la stagione turistica e quali sono le principali tendenze emerse?
Direi positivamente. Dopo alcuni anni in chiaro scuro credo che quest'anno la stagione abbia dato segnali assolutamente rassicuranti.
Questo è dovuto anche al fatto che alcuni paesi dell'area mediterranea sono stati condizionati da questioni belliche e di sicurezza e che quindi un flusso di turismo straniero si è riversato verso la nostra bella Italia, ma credo che abbiamo dato risposte positive in termini di qualità, di competitività e di prezzi assolutamente apprezzabili e speriamo che questa performance possa confermarsi e migliorarsi per l'anno a venire.

 

Turismo enogastronomico: quante persone muove ogni anno e con che giro di affari complessivo?
Il nostro Paese gode di più asset turistici, da quello religioso a quello leisure, a quello congressuale, a quello storico archeologico, ma negli ultimi anni si è sempre più apprezzato anche quello enogastronomico.
ormai una buona fetta del 20%, per un fatturato di diversi milioni di euro, è costituito da un turismo enogastronomico. Un turismo che spesso si combina ad altre tipologie, ed è questo il caso di un progetto che proprio ISNART ha portato avanti in questi mesi, come il turismo storico, un turismo che possa mettere insieme un lungo viaggio attraverso la storia, ma anche attraverso il cibo e i profumi di una terra ricca di mare, di sapori unici e di ospitalità.

 

Assieme al Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Isnart ha lanciato il progetto Italian Food Experience. Di cosa si tratta?
Si tratta di mettere insieme le esperienze gastronomiche tipiche delle sei regioni del mezzogiorno e delle isole con le bellezze e le attrazioni storiche, culturali, artistiche del territorio. Lo abbiamo fatto attraverso due fasi: una fase in uscita con dei roadshow nelle principali capitali europee in cui vengono presentati i nostri piatti, i nostri prodotti tipici e la nostra dieta mediterranea a operatori, blogger, giornalisti della stampa specializzata e non dei paesi di riferimento. C’è poi una fase incoming, in entrata, in cui blogger, tour operator esteri, addetti ai lavori vengono invitati a dei roadshow che questa volta toccano le principali città delle sei regioni del mezzogiorno per sperimentare in maniera concreta la bellezza dei nostri territori, dei nostri itinerari, l’unicità del nostro messaggio enogastronomico, un mix di storia, cibo e profumi della nostra terra.
Sono stati coinvolti anche i ristoranti italiani dotati del marchio “Ospitalità italiana” che negli anni, ISNART ha dato a quei ristoranti all'estero che seguono il nostro disciplinare e forniscono cibo italiano, forniscono parmigiano e non parmesan o prodotti taroccati che non hanno nulla se non una qualità inferiore e un prezzo concorrenziale, e che quindi stanno diventando sempre più degli ambasciatori dell'Italia all'estero.
Per il progetto in questione parliamo di 200 degli oltre 2mila ristoranti certificati in 12 paesi un numero che ci porta ad incrociare il gusto e le tendenze di oltre nove milioni di clienti l'anno.
C’è poi una piattaforma multimediale che rappresenta poi un plus rispetto al modo tradizionale di fare promozione dei nostri prodotti.

 

Perchè la scelta di limitare la comunicazione ai prodotti del Sud Italia?
Questo è un primo step progettuale per il quale le risorse messe a disposizione puntavano a valorizzare le aree del Mezzogiorno, anche per saggiare la novità e il buon esito di questo progetto senza escludere assolutamente la possibilità, anzi auspicata, di un ulteriore finanziamento, che stiamo negoziando con il sistema camerale e con il MIBACT, perché questa possa poi diventare una esperienza complessiva in tutte le regioni italiane.

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