Il bollino etico degli investimenti

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Il bollino etico degli investimenti

Investire i propri risparmi e promuovere un mondo più giusto è possibile: la finanza etica ci ha insegnato che mettere il cuore negli affari non toglie ma arricchisce addirittura.
I risparmiatori possono oggi decidere di non investire in attività illecite o in società con scarsi controlli interni, un management corrotto o politiche commerciali aggressive e miopi, non solo senza rimetterci ma guadagnando. Possono cioè stabilire di favorire solamente le imprese che hanno una buona reputazione in termini di pratiche ambientali e sociali per raggiungere risultati positivi da condividere con tutta  la società, senza rinunciare ad un rendimento economico.

Ma per ottenere questo occorre sapere con precisione quali sono le imprese su cui puntare e le imprese invece da evitare perché danneggiano la società in cui operano e non cautelano gli investitori dalle condotte spericolate del loro management.
CeSAR ha quindi deciso di scandagliare i metodi e i numeri che rendono il gioco possibile: a domanda, risposta.

Chi ci dice se un’impresa è “eticamente” sostenibile?
Per scegliere le imprese giuste su cui investire o da inserire in fondi comuni etici sono nati al riguardo dei modelli di rating etico che attraverso ampie liste di indicatori raccontano come la singola impresa si comporta rispetto alle questioni sociali e ambientali e al governo societario.
Tali modelli classificano quindi le imprese assegnando dei meriti (la massima responsabilità è spesso rappresentata con AAA fino a scendere a B o persino a C) del tutto simili ai meriti di credito assegnati sulla base di analisi economiche finanziarie. Si considerano anche fino a 100 indicatori come le emissioni totali di CO2, la quantità di donne impiegate, i meccanismi di elezioni degli organi di controllo, le politiche di remunerazione dei manager.
Spesso sono escluse le imprese che operano in alcuni settori (armi, energia nucleare, alcol, giochi d’azzardo, pornografia) o che operano in stati con forti problemi di democrazia.
Le società che assegnano tali meriti di responsabilità possono essere vere e proprie agenzie di rating oppure società di consulenza che emettono valutazioni su incarico di banche o fondi investimento. I loro dati vengono poi eventualmente rivisti e ulteriormente approfonditi da comitati etici interni agli intermediari, come è il caso di Etica sgr.
Passiamo ora alla domanda successiva.

Gli investimenti etici rendono?
La risposta è si, numerosi studi hanno ormai dimostrato che investire etico conviene, soprattutto in tempi di crisi.  Lo studio comparativo è stato possibile perché sono nati molti indici azionari etici o socialmente responsabili con criteri simili a quelli precedentemente esposti per i rating e con l’indiscusso vantaggio di poter essere messi a confronto con i tradizionali indici finanziari come il Dow Jones.
Questo confronto tra finanza etica e finanza tradizionale si è tradotto nel tempo anche in una sorta di bollino di qualità, un indicatore di buona reputazione alle imprese che vengono inserite negli indici azionari, che le stesse usano come dimostrazione della buona volontà aziendale in termini di responsabilità sociale ed ambientale.
Ovviamente tutto questo potrebbe funzionare egregiamente se la trasparenza (valore etico per eccellenza d'altronde) di calcolo, di inclusione delle imprese in tali indici fosse massima, se le società che assegnano i meriti fossero controllate da terze parti e non affette da conflitto d’interesse; ma nonostante lo sforzo encomiabile di molte organizzazioni manca ancora però molta strada da fare.

Indici e rating etici


Alcuni riferimenti per farsi una cultura:

Informazioni aggiuntive