Un frigorifero che funziona senza corrente. Altaii Italia vince il premio “Cambiamenti” CNA In evidenza

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Un frigorifero che funziona senza corrente. Altaii Italia vince il premio “Cambiamenti” CNA

Esaltare le caratteristiche di un materiale frutto del lavoro artigianale come la porcellana grazie alle nuove tecnologie per realizzare un frigorifero che non necessita di attacco alla corrente elettrica.
È grazie a questa intuizione che la startup Altaii Italia ha recentemente vinto il premio “Cambiamenti” che la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa assegna ogni anno alle migliori giovani imprese innovative.

Ne parla intervenendo su “A Conti Fatti”, rubrica a cura di Economia Cristiana trasmessa da Radio Vaticana Italia, Massimiliano Giuseppe Falcone, fondatore di Altaii Italia.

 

Altaii Italia è stata premiata per la sua capacità di coniugare innovazione e tradizione. Cosa vi siete inventati?
In realtà è qualcosa che esiste da sempre, ovvero la possibilità di conservare sementi, cibo, derrate alimentari all’interno di giare e anfore.
Partendo da questo concetto millenario, abbiamo immaginato delle intercapedini totalmente vuote e abbiamo applicato a tali intercapedini delle sostanze, coperte da brevetto, che producono energia dallo scambio di calore.
Questo fa sì che si riesca a creare, di fatto, un frigorifero che dura per sempre, un frigorifero senza rete elettrica.
Un frigorifero che può inoltre essere connesso tramite un sistema esterno, un computerino, alla rete per cui con un messaggino si può indicare all'anfora, che pure può avere un design diverso, quale deve essere la temperatura da raggiungere per conservare con temperature diverse degli ortaggi all’interno di una, del pesce all'interno di un’altra o delle carni in un’altra ancora. Parlo di temperature diverse perché queste pietanze vanno conservate a diversi gradienti.
Il frigorifero si sdogana dalla cucina e diviene oggetto d'arredamento, inoltre, grazie al fatto che la porcellana è materiale atossico e non poroso per eccellenza, non c'è alcuna alterazione dei sapori, né per lo scambio degli aromi tra diverse pietanze, né per la presenza di elementi chimici esterni.

Da dove viene l'idea di utilizzare la porcellana per conservare gli alimenti in questo modo?
Anche se su altri fronti, lavoro da qualche anno nell'ambito della sostenibilità e mio padre produce porcellane da oltre 50 anni. Un giorno torna a casa dicendo: “Ho compiuto 70 anni. Cari signori basta, chiudo e vado in pensione.”.
Il mio pensiero è stato che tutta questa capacità del saper fare sarebbe andate persa, mi sono messo a pensare che cosa poter fare, ho ricordato un po’ di letture, perché comunque sono sempre stato curioso delle innovazioni che hanno a che fare con la conservazione o il non uso dell'energia e delle riserve fossili, e siamo arrivati a questa soluzione.
Il nostro dipartimento di design industriale si trova all'interno dei laboratori nazionali del Gran Sasso, ci sono stati ricercatori del sistema pubblico italiano che hanno studiato la composizione dei materiali e gli scambi di energia.
La combinazione tra questi materiali di tradizione millenaria, che vengono prodotti di altissima qualità nel distretto della ceramica che sta a Rapino sulla Majella, e tutte le conoscenze che i nostri istituti nazionali di ricerca hanno messo a disposizione ha portato a questa soluzione.
Tengo a sottolineare che il brevetto pre eiste al contratto di ricerca sponsorizzata: per la prima volta probabilmente non c'è un trasferimento tecnologico che da dall'istituto di ricerca all'impresa privata, ma al contrario c’è un'impresa che si avvicina a un centro di ricerca e dice aiutatemi, data questa idea, questo brevetto e questa tecnologia, ad arrivare all'applicazione industriale.

Il meccanismo funziona anche al contrario, per cuocere?
Sì, basta dare un comando, un messaggio, si inverte il flusso energetico e piuttosto che raffreddare si va al riscaldamento.
Ovviamente c'è bisogno di qualche ora per poterlo fare, ma se immaginiamo di lasciare una pietanza a casa in frigorifero, sapendo di rientrare tra le 20.30 e le 21.00 si manda un comando intorno alle 16.00 e ci sono 4, 5 ore per ripreparare gradualmente la pietanza con una cottura lente senza alterare le sue proprietà.

Dove immaginate di diffondere questa tecnologia?
Volendo utilizzare un linguaggio marketing pensiamo sia al business to business, quindi hotel, ristoranti, catering, per conservare in maniera diversa le pietanze i cibi, gli ingredienti senza consumare energia da una parte e senza alterare i sapori dall'altra.
Pensiamo anche alle case, quindi un business to consumer, sia per arredare in maniera diversa la casa, sia per il trasporto, per le spedizioni, per la logistica, immaginiamo un drone che ci porta un cibo dal supermercato del futuro fino arrivare al recipiente che ci si porta da casa pensando ad una spesa col vuoto a rendere cui si potrebbe tornare nel momento in cui le plastiche non si potranno più utilizzare e anche il biodegradabile dovrà essere ridotto per i consumi energetici che richiede.
Guardando poi al mondo per intero la nostra ottica commerciale è quella di arrivare a delle donazioni per cui ogni tot oggetti acquistati ci sarà una donazione degli stessi ai paesi che non hanno la rete elettrica dove la fame non dipende solo dalla scarsità del cibo, ma anche dall’impossibilità di conservarlo senza fonti energetiche.

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