Sfridoo, una startup che aiuta le imprese a trasformare i rifiuti in risorsa In evidenza

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Sfridoo, una startup che aiuta le imprese a trasformare i rifiuti in risorsa

In un’economia circolare quello che fino a ieri poteva essere un rifiuto oggi può diventare una risorsa.
È questo è il ragionamento alla base di Sfridoo, una startup che vuole facilitare il rapporto tra quelle attività che alla fine del processo di produzione hanno dei materiali in eccesso e attività che invece di quei materiali hanno bisogno per la realizzazione di nuovi prodotti. L’obiettivo è che scarti di lavorazione, avanzi di magazzino, e materiali riciclabili in generale non finiscano allo smaltimento o in discarica (con noteVoli costi di smaltimento a carico delle aziende), ma vengano riutilizzati come sottoprodotti o materie prime seconde per la realizzazione di nuovi beni.


La startup è stata creata da tre giovani architetti italiani. Uno di loro, Andrea  Cavagna, è intervenuto all’interno di “A Conti Fatti”.

È curioso che tre architetti si occupino di di rifiuti e di economia circolare.
Ci siamo conosciuti all’università ed è nata una collaborazione, uno studio di architettura che abbiamo fondato insieme. Grazie a questo studio e alla vita di cantiere ci siamo resi conto che tantissimo materiale viene sprecato, pensiamo al mezzo pallet di mattoni che viene portato in discarica o in magazzino, o pensiamo a quanti pezzi avanzano quando il marmista taglia il top cucina: questi pezzi vengono messi in un magazzino e, a meno che qualcuno non chieda una lavorazione con dei pezzi più piccoli come dei gradini o dei piccoli tavoli, si accumulano fino a che a un certo punto non si decide di smaltirli.
I marmisti si telefonavano tra di loro per chiedere se c’era qualche rimasuglio che poteva essere utile e ci siamo quindi domandati perché non metter tutto questo materiale online ed è da qui che è nata la nostra idea di Sfridoo e il nostro marketplace.

Che servizi offre Sfridoo?
C’è il marketplace che è una piattaforma dove le aziende possono registrarsi come a qualunque altro sito e possono pubblicare degli annunci su una bacheca digitale dicendo: “io ho questo tipo di materiale e lo vendo a questo prezzo, se qualcuno è interessato mi contatti”.
Tramite la consulenza invece aiutiamo le aziende a capire quali sono i veri valori dell'economia circolare e quali sono i vantaggi che possono avere da questo nuovo modello economico. Capiamo quindi che tipo di materiale di scarto producono e quale destino diverso dallo smaltimento è possibile applicare.

Il claim del vostro progetto recita “Dai valore al tuo scarto”. Anche un residuo di lavorazione può avere un valore economico. Può darci delle stime di questo valore, anche semplicemente in termini di risparmio per il mancato conferimento di questi scarti agli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti?
Abbiamo dei grossi casi di successo con aziende che hanno iniziato a risparmiare anche 100-200mila euro perché grazie al nostro servizio di consulenza hanno smesso di smaltire il materiale dal momento che abbiamo trovato un destino più virtuoso e a valor positivo per il materiale di scarto che l'azienda produceva.
Un'azienda del bolognese ad esempio ha iniziato a smettere di produrre più di 200 tonnellate l'anno di materiale di scarto, un'altra famosa azienda della moda ha smesso di produrre circa 1.000 tonnellate all'anno di materiale di scarto.
Ovviamente il vantaggio economico e anche proporzionato al numero di rifiuti che prima si produceva.

Quali sono i materiali più singolari che vi è capitato di trattare e cosa sono diventati in questa loro seconda vita?
Ci sono aziende nel settore dell'alluminio che hanno dei materiali acidi che dopo un po’ perdono acidità per cui non possono svolgere la funzione cui vengono acquistati e vengono rivenduti ad aziende che invece hanno bisogno di materiali con bassa acidità per creare detersivi o prodotti per la casa.
Tornando al settore della moda. Per produrre una borsa, circa il 60% della pelle che viene acquistata viene buttata via e portata in discarica, o incenerita per il recupero energetico.
Da questo tipo di lavorazione avanzano dei piccoli ritagli che magari non sono utili a questo tipo di azienda, ma ci sono altre aziende, penso ai calzaturifici, cui invece questi ritagli vanno benissimo perché usano pezzi di pelle molto piccoli.

La vostra è una startup piuttosto giovane, siete nati nel nel 2017. Dopo un anno di lavoro quali sono i vostri progetti futuri?
Abbiamo in programma sicuramente un upgrade del marketplace di Sfridoo, quindi della nostra piattaforma digitale, e in futuro implementeremo anche il sistema di tracciabilità del materiale per garantire la qualità dei prodotti che vengono forniti alle aziende.

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