In Italia più rifiuti che nel resto dell’Europa, migliora la raccolta differenziata

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Nel Bel Paese, ogni cittadino produce 536 kg di rifiuti urbani , 33 kg in più della media europea. Le performance italiche sono simili a quelle di Francia e Spagna, migliori di quelle in Svizzera, Danimarca, Irlanda, Paesi Bassi, Austria, Germania e Islanda, ma risultano peggiori di quelle di Regno Unito, Portogallo Finlandia, Norvegia Belgio, Svezia e dei rimanenti paesi europei con economie poco floride come la Grecia.


 Figura 1 - Produzione pro capite di Rifiuti Urbani in UE e Paesi collegati, anno 2010 – Dati Eurostat


La situazione negli anni è migliorata anche se si registra una battuta di arresto nell’ultimo anno di rilevazione disponibile il 2010. Ci sono paesi che come la Danimarca, pur partendo da una produzione di rifiuti consistente ha ridotto i rifiuti dell’12% nel 2010, mentre l’Italia in controtendenza aumenta dell’1%.
A questo aumento hanno contribuito maggiormente gli abitanti del Centro che hanno prodotto in media 9 chilogrammi di rifiuti in più rispetto all’anno precedente, mentre al Nord di registra un aumento di 3 Kg procapite e al Sud di 2 Kg.
L’Emilia Romagna è la regione con la maggior produzione, 677 chilogrammi di rifiuti prodotti pro capite, seguita dalla Toscana (670 Kg), dalla Valle D’Aosta (623 Kg), dalla Liguria (613 Kg) e dal Lazio (599 Kg). Producono sempre meno, invece, i molisani, con 413 kg a testa di rifiuti e un calo di 13 Kg rispetto al 2009. La minore produzione l’hanno fatta registrare gli abitanti della Basilicata, che nel 2010 hanno prodotto 377 Kg di rifiuti pro capite, con una flessione di 5 Kg rispetto al 2009. Non ci sono buone notizie per la Campania: i dati Ispra rivelano che produce sempre di più, 478 Kg di rifiuti per ogni cittadino nel 2010, 11 in più rispetto al 2009.

Rifiuti in discarica e raccolta differenziata
Ancora esiste in Italia il problema dello smaltimento dei rifiuti in discarica troppo elevati, ma che pone il paese in buona compagnia con Francia e Inghilterra e avanti alla Spagna. La Germania e la Svizzera hanno praticamente ridotto a zero questo grattacapo. Di seguito un quadro sintetico
 

Figura 2 - Smaltimento pro capite dei Rifiuti Urbani in discarica nell'UE e Paesi collegati (Kg/abitante per anno) anno 2010 – Dati Eurostat 

Notizie positive si registrano nell’ambito della raccolta differenziata.
Pur lontani dai valori obiettivo definiti dalla Comunità Europea si assiste comunque in tutta Italia ad un aumento della raccolta differenziata. Il servizio è ormai presente in tutti i capoluoghi, con percentuali di raccolta superiori al 49% nel Nord, al 27% nel Centro, al 21 % nel Sud. Ma i miglioramenti più consistenti sono stati registrati nel Mezzogiorno, con picchi degni di nota ad Avellino, Benevento e in molti capoluoghi della Sardegna.
 
Figura 3 - Andamento della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, anni 2006-2010 – Dati Ispra

Andando più nel dettaglio, la regione più attiva del Nord è il Veneto, con una percentuale del 58,7 per cento (+1,2 per cento rispetto al 2009), seguita dalle province autonome di Bolzano e Trento, e dall'Alto Adige (57,9 per cento) e Piemonte (50,7 per cento). Al Centro spiccano le Marche, con un 39,2 per cento e una crescita del valore del 9,5 per cento, seguita da Toscana (36,6 per cento) che vede crescere la raccolta differenziata dell’1,4% rispetto all’anno precedente, Umbria (32 per cento). Maglia nera al Lazio, che resta fermo al 16,5%. Per quanto riguarda il Sud, la raccolta differenziata in Campania si attesta al 32,7 per cento, con picchi superiori al 50 per cento a Salerno (55,2 per cento) e un buon 50 per cento ad Avellino contro il 26,1 per cento di Napoli (pur in aumento rispetto al 24,4 per cento del 2009).

Spese e tasse sui rifiuti
Qualche considerazione finale sulle spese che gli Italiani fanno per la gestione dei rifiuti. L’ISTAT negli ultimi dati aggiornati al 2009 e presentati nel Rapporto Italia 2012, rileva che il valore della spesa pubblica nazionale per la gestione dei rifiuti è stata di 255 euro pro capite, pari all’1,5 per cento della spesa pubblica totale e all’uno per cento del Pil. In particolare, la Lombardia, la cui spesa totale è più di 1,5 volte quella nazionale, si differenzia perché impiega una quota relativamente elevata di risorse per investimenti (86 euro pro capite, pari a 2,5 volte il valore medio nazionale).
Le regioni che spendono più della media nazionale e che presentano una tendenza all’incremento delle risorse investite sono la Lombardia (342 euro pro capite), l’Emilia-Romagna (265), il Friuli- Venezia Giulia (253) e la Sicilia (238).
La Sicilia, che pure destina 238 euro per abitante allo smaltimento dei rifiuti (una spesa tra le più elevate), conferisce in discarica oltre 450 chili di rifiuti pro capite e presenta una raccolta differenziata marginale (7,3 per cento, la quota più bassa a livello nazionale). Tra i territori più virtuosi la provincia autonoma di Trento che coniuga alla bassa spesa pro capite un’incisiva riduzione del ricorso alla discarica (-214 kg pro capite dal 2002) e peso rilevante della raccolta differenziata (60,6 per cento, la quota più elevata tra tutte le regioni).
Analizzando poi l’andamento dei prezzi negli anni 2001 – 2011 e confrontando la dinamica dell’Italia con quella della Germania, paese con ottime performance di gestione dei rifiuti, si osserva che il costo dei servizi connessi con la raccolta dei rifiuti in Italia è aumentato negli ultimi 10 anni del 57 % contro il 13,1 % della Germania.

Decisamente tanto. Forse troppo.

Per saperne di più
Ispra Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale
Istat – Rapporto Italia 2012

Informazioni aggiuntive