Aiuti umanitari: tutti d’accordo anche in tempi di crisi

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L'Unione europea nel suo complesso o attraverso l’azione dei singoli stati è attualmente uno dei principali donatori di aiuti umanitari al mondo. Negli ultimi anni, la componente «aiuti umanitari» in Europa ha assunto un ruolo di primo piano, per il moltiplicarsi delle crisi nel mondo e la volontà dell'Unione di affermarsi nel settore dell'intervento umanitario internazionale.


Per esigenze di coordinamento e soprattutto per ottimizzare la potenza di fuoco è nato il progetto, oggi nella sua fase pilota, di un Corpo Volontario Europeo di Aiuto Umanitario, al quale possono partecipare i giovani europei che desiderano contribuire con il proprio operato e il dono del proprio impegno.
La nascita di questa istituzione non sgorga solo da accordi politici interni ai paesi della Comunità Europea, ma raccoglie il consenso e il plauso di tutti i suoi cittadini, Italiani compresi.
Infatti da un’indagine Eurobarometro è emerso che è in significativo aumento la consapevolezza dei cittadini europei e la loro opinione sull'importanza degli aiuti umanitari finanziati dall'Europa: 9 cittadini su 10 considerano importante il finanziamento degli aiuti da parte dell'Ue, con un aumento di 9 punti percentuale rispetto al 2010 (dal 79% all’ 88% ). Gli Italiani hanno opinioni molto vicine alla media Europea (89%), insieme a tutti i grandi paesi della Comunità con la sola eccezione degli scettici Austriaci che approvano solo nel 68% dei casi.
Secondo l'84% degli intervistati poi l'Europa dovrebbe continuare a finanziare gli aiuti nonostante la crisi economica. ''Anche in tempi di crisi l'opinione pubblica europea continua ad appoggiare il nostro impegno in soccorso delle popolazioni che ovunque nel mondo si ritrovano in gravi difficoltà” ha commentato la commissaria Ue alla Cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva. Una generosità assolutamente non scontata che ha necessità di essere coordinata.
Infatti il sondaggio rivela un deciso appoggio per il ruolo della Commissione Europea come coordinatrice degli aiuti umanitari, sostenuto dal 71% degli interpellati, ovvero 13 punti percentuali in più rispetto al 2010. Una forte maggioranza (88%) si dichiara inoltre a favore di eventuali operazioni umanitarie coordinate da un corpo volontario dell'Ue con il coinvolgimento dei giovani.
Per quanto riguarda la protezione civile, l'82% degli interpellati ritiene più efficace, in caso di catastrofi, un intervento coordinato dell'Unione piuttosto che azioni dei singoli paesi.
Quindi esiste un  terreno sociale estremamente fertile per iniziative di solidarietà nonostante i venti di crisi economica. Tutto a patto di un maggiore coordinamento capace di superare quelle inefficienze che mortificano lo sforzo di solidarietà che i cittadini hanno fatto, ad esempio,a seguito del terremoto in Abruzzo: soldi raccolti con iniziative, concerti, sms solidali e poi bloccati da vincoli burocratici di enti locali o organizzazioni con  qualche desiderio di protagonismo di troppo o rappresentanti di interessi locali poco nobili, destinati in modo non chiaro e soprattutto non concordato con i cittadini che lo hanno reso possibile.
Insomma spazio ad una solidarietà intelligente!

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