Non c’è diritto senza dignità

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Non c’è diritto senza dignità

L'intervento del professor Andrea Simoncini in occasione della punrtata di "A conti fatti" in diretta dal meeting di Rimini

 

Il diritto alla dignità è la base su cui si possono costruire tutti i diritti perché l’essere degno è la capacità di essere titolare di un diritto, la capacità di vedersi attribuito dal consesso sociale, giuridico, politico, istituzionale in cui si vive una serie di diritti; è il fatto di poter essere difeso e tutelato come soggetto portatore di diritti.
Se noi facessimo l’operazione intellettuale di sottrarre dal mondo del diritto l’idea di dignità i diritti sarebbero appesi al vuoto, non ci sarebbe più un soggetto.
Parlare di dignità vuol dire parlare della precondizione per cui possiamo parlare di tutti i diritti; senza dignità non ci sono diritti, giustizia, politica, eguaglianza, non ci può essere un rapporto reale ed effettivo tra le persone. Per questo la vera domanda è “Cosa fonda la dignità dell’uomo? Su cosa e da cosa noi possiamo ritenere che ogni uomo abbia diritto al riconoscimento di una dignità assoluta
Ritengo che si possa considerare l’idea di una dignità assoluta dell’essere umano una base comune tra quasi tutte le culture per poter fondare un sistema di diritti e di doveri effettivo; è chiaro che su questo il cristianesimo ha una capacità esplicativa particolare perché ci dice che la dignità dell’uomo nasce dal suo essere ad immagine e somiglianza di chi lo ha creato e quindi pone l’idea che ciascun uomo sia quest’apertura infinita verso il Dio infinito che lo ha creato e questo rende la dignità di qualsiasi essere umano, fin dal primo momento in cui viene in esistenza, assoluta e intoccabile.
Aggiungerei due considerazioni: in primo luogo la dignità dell’uomo non dipende dalla forma, non dipende dall’abilità, capacità, dal livello d’istruzione, ma dipende solo dal fatto di esserci perché se Dio vuole che ci sia un essere vuol dire che questo è degno di esistere.
In secondo luogo oggi questa dignità molto spesso è messa sotto scacco dalla tecnica, cioè dal fatto che invece che considerare l’uomo un fine assoluto e un essere intangibile l’uomo viene considerato un mezzo per realizzare altri scopi; l’idea di dignità rende impossibile considerare l’uomo mezzo della soddisfazione di un altro uomo e questo a qualsiasi livello.
Se noi togliamo questi due principi l’intero castello del sistema dei diritti viene meno.

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