Dati Istat: disoccupazione giovanile alle stelle.

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Destano preoccupazione gli ultimi dati sul lavoro (secondo trimestre 2012) diffusi dall'Istat.

Il numero di occupati under 35% è calato del 20% in cinque anni, concretamente parliamo di circa un milione e mezzo di posti di lavoro in meno.


Scendono quindi a meno di sei milioni gli occupati di età compresa tra i 15 e i 35 anni, nello stesso periodo del 2007 se ne contavano 7,3 milioni.
I dati non sono buoni neanche per gli over 35; oltre un milione e trecentomila sono alla ricerca di un posto di lavoro.
E tra giovani e meno giovani un milione e seicentomila persone è ormai scoraggiato e non cerca nenachè più un'occupazione.

Unico dato in controtendenza è invece quello relativo agli occupati tra i 55 e i 64 anni, che fa registrare un rialzo dell'8% rispetto al secondo trimestre del 2011, un rialzo che arriva al 26% se si tiene conto degli ultimi cinque anni.

Certamente al dato contribuisce qualche "vittima" della riforma del sistema pensionistico che non è riuscita a raggiungere l'ambizioso traguardo della pensione, ma a ben vedere i dati raccontano una ulteriore rottura del patto generazionale che impedisce alle giovani generazioni di rilevare il lavoro di quelle più anziane; anzi sembra che oggi siano i genitori a prendere il posto dei figli sul lavoro.

"Bisogna avere il coraggio di cambiare", "largo ai giovani", "i giovani sono il nostro futuro", Al di là degli slogan sembra evidente che, al momento, i giovani sono lo scudo che subisce i colpi della crisi.

4 Settembre 2012 

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