“Quella che vi stiamo per raccontare è la storia di una bottiglia di plastica, diversa da tutte le altre, perché lei quando nacque si chiese quale fosse la sua vera natura”.

Inizia così “Sybilla, l'odissea di una bottiglia di plastica”, un libro per bambini scritto da Marco Mastrorilli, ornitologo e naturalista. La favola racconta il viaggio, dalla fabbrica al mare, di una bottiglietta d'aranciata “senziente”. Si tratta di un espediente educativo per far conoscere ai bambini un grande problema che affligge il mondo degli adulti. Per darne la dimensione si può prendere ad esempio il nostro continente, senza dubbio relativamente più “avanzato” e “sensibile” alle tematiche ambientali rispetto ad altre parti del mondo. Secondo un recente rapporto del WWF, l’Europa, che è il secondo produttore di plastica al mondo, ne scarica in mare ogni anno tra le 150 e le 500 mila tonnellate. Un dato tanto più spaventoso se si considera che quello è il totale delle macro plastiche: visibili e, in teoria, ripescabili. Un problema ancora maggiore sono le microplastiche: una quantità stimata tra le 70 e 130 mila tonnellate di queste frazioni infinitesimali finiscono in mare, dove vengono ingerite dagli animali marini, avvelenandoli e uccidendoli. Il contrappasso di questo “peccato” dell'umanità è che le microplastiche sono anche, ovviamente, nei pesci e nei “frutti di mare” che noi peschiamo e mangiamo.
Il libro, edito da Noctua Book, contribuisce in parte a rimediare a questo scempio epocale: una parte dei proventi va a un progetto di recupero sul Mare Adriatico: il Centro Recupero e Riabilitazione delle Tartarughe Marine di Pescara, che salva, cura e libera in mare le tartarughe intossicate o ferite dalla plastica.

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