Andrea Nebuloso

Andrea Nebuloso

Il recepimento della Direttiva Europea che prevede il pagamento delle fatture da parte della Pubblica  Amministrazione alle imprese in 30/60 giorni a partire da gennaio 2013 costituisce un passo avanti fondamentale nel rapporto tra imprese e pubblica amministrazione.

Fra i tanti provvedimenti messi in campo dal Governo per cercare di risollevare l’economia del nostro Paese c’è ne uno che ha fatto molto discutere, e che, soprattutto in questo ultimo periodo sta mostrando tutte le proprie lacune. Ci riferiamo al famoso decreto sulle liberalizzazioni, che ha riguardato in particolare il mondo del commercio.

La dinamica negativa dei consumi che caratterizza tutti i settori merceologici a macchia di leopardo, anche se ciascuno con le proprie peculiarità, risente soprattutto della forte contrazione del potere d’acquisto di famiglie e individui. Finché non diminuirà il costo del lavoro e non si ridurrà la pressione fiscale sulla busta paga dei lavoratori, sarà difficilissimo far ripartire la nostra economia.

Per qualcuno è il periodo più bello dell’anno, per altri è vissuto come un incubo che si spera finisca presto. Resta il fatto che il Natale, a torto o ragione, rimane il periodo più affascinante. Fra coloro che lo attendono con ansia ci sono soprattutto i commercianti visto, che in questo periodo, si realizza circa il 30% del fatturato annuale.

Nuovi dati forniti dall’Istat cercano di fare luce sulla situazione economica attuale. E’ il resoconto finale è contornato da luci e ombre. Per quanto rigurda il Pil, l’Istat certifica che, a causa della crisi in atto, è diminuito in tutte le Regioni scendendo, particolarmente al Sud, a livelli del 2000.

Un’indagine presentata dalla Confesercenti getta benzina sul fuoco della crisi. L’associazione dei commercianti ha evidenziato, infatti, che tra il 2001 e il 2012 c’è stato un aumento del netti d’imposta di oltre 103 miliardi e un aumento della pressione fiscale di 3,4 punti percentuali, ossia si è passati dal 41,3% del 2000 al 44,7% del 2012.

Quando si parla di “tesoretto”, soprattutto in questo periodo, bisognerebbe andarci molto cauti. Il rischio, infatti, è quello di creare false speranze o meglio pericolose illusioni. Ecco perché le cifre che arrivano dal progetto di revisione della legge di Stabilità in discussione alla commissione Bilancio della Camera sono da prendere con le molle.

La minore disponibilità economica di famiglie e individui sta trasformando abitudini e modalità di acquisto: paradossalmente è come se la crisi avesse livellato le esigenze sia dei ceti più abbienti che di quelli più poveri, spingendo tutti verso forme di acquisto “low cost”.

“Gli indicatori ci dicono che c’è una percentuale straordinariamente elevata di famiglie che si indebitano o traggono risorse dal risparmio. Questo è un segnale di chiara difficoltà”. Non poteva essere più esaustivo per fotografare la realtà di tanti nuclei familiari il presidente dell’Istat, Enrico Giovannini, intervenuto durante la commissione Bilancio di Camera e Senato sulla legge di stabilità.

Ci sono due modi per commentare il nuovo bollettino economico di Bankitalia. Basta decidere se si vuole essere ottimisti o pessimisti. O ancora meglio, basta scegliere fra il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

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