Samanta La Manna

Samanta La Manna

I negazionisti fanno quello per cui sono definiti tali, gli ambientalisti lottano e qualche volta ottengono buoni risultati. Intanto la Natura resta lì, tra degrado e cure di pochi. Nel Bel Paese si spende pochissimo per la tutela ambientale

In tempi di crisi tutti i media pullulano di consigli e ricette antispreco. Ma della capacità di riscoprire “senso della misura anche a tavola e adoperare gli avanzi trattandoli alla stregua di un’ottima materia secondaria”se ne parlava già nel 1915! Alla scoperta della cucina povera

I dati sullo sperpero alimentare parlano chiaro, la battaglia è decisamente ancora in corso. “Lo spreco di cibo, dai campi alla filiera al bidone domestico della spazzatura, vale complessivamente 8,1 miliardi di euro all’anno”. A (ri)dirlo è stato il presidente di Last Minute Market, Andrea Segrè.
La scorsa settimana è stato presentato all’Expo Gate di Milano, il Rapporto 2014 Waste Watcher, frutto della collaborazione tra Last Minute Market, spin off dell’Università di Bologna, e SWG, società di ricerche di mercato.
Sotto i riflettori lo spreco alimentare che avviene tra le mura domestiche. Quel che finisce nella spazzatura nelle nostre case, infatti, ha enormi impatti ambientali, ma anche economici.

Lo studio ha una convinzione di fondo: “prima di aumentare la produzione alimentare mondiale è necessario promuovere un’azione che riduca e prevenga le perdite e lo spreco di cibo”. I numeri snocciolati nel Rapporto sono impressionanti. L’auspicio è che si incentivi, quantomeno, una riflessione.
Sapere che l’acqua necessaria a produrre il cibo che si spreca nel mondo equivale al consumo della città di New York fino al 2134, cioè 250 miliardi di litri, non dovrebbe lasciare indifferenti.
C’è poi un altro impressionante dato: ben 1,4 miliardi di ettari di suolo sono sprecati per produrre la quantità di cibo che finisce in spazzatura, vale a dire il 30% della superficie agricola che, globalmente, è utilizzabile. E ancora, per far riferimento alla più inflazionata CO2: produzione, trasformazione, conservazione e trasporto del cibo che finisce nei bidoni, significa anche 3,3 miliardi di tonnellate CO2 emesse nell’aria.

Se i numeri (così straordinari) dell’impatto ambientale ancora non convincono, tanto il problema si pone per le generazioni future e non ci riguarda, forse, - considerati i tempi di crisi economica - la leva monetaria potrà in qualche modo almeno far saltare il tappo dell’indifferenza? Già, perché il costo del cibo sprecato corrisponde a l’importo del PIL (Prodotto Interno Lordo) di tutta la Svizzera: circa 750 miliardi di dollari!

Per capire quello che succede “nelle nostre economie domestiche”, Last Minute Market, SWG e il DISTAL, Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna, hanno ideato l’Osservatorio che fa da “sentinella”su quanto come e perché viene dissipato tra le mura di casa”.
Waste Watcher 2014/knowledge for Expo si propone di fornire alla collettività strumenti di comprensione delle dinamiche sociali, comportamentali e degli stili di vita che generano e determinano lo spreco nelle famiglie, al fine di costituire una base di conoscenza comune e condivisa, in grado di orientare le politiche e le azioni di prevenzione dello sperpero alimentare degli attori pubblici.
L’indagine è basata su una ricerca di tipo socio-economica svolta scientificamente, estrapolata da opinioni e auto percezioni, non su misurazioni oggettive né dello spreco, né di altre dimensioni.

Ecco allora una proposta del Rapporto: attivare, anche nel Bel Paese, i ‘Diari di Famiglia’, esattamente come avviene in altri Stati europei. Questo tipo di monitoraggio e rilevamenti relativi a consumi e sperperi, che le famiglie campione, appunto, dovrebbero annotare con zelo, consentirebbero di ottenere dati ancora più realistici,” laddove i monitoraggi effettuati finora possono registrare la percezione personale sullo spreco in famiglia”.

Forse, l’idea che le famiglie italiane annotino il cibo che buttano fa fatica a sembrare fattibile, ma se la guerra principale è allo spreco alimentare tra le mura domestiche, questa è sicuramente la prima battaglia da vincere.

 

15/07/2014

“A metà 2013, quando iniziò il Commissariamento, l’ILVA di Taranto era a rischio di chiusura per incompatibilità ambientale. Con un solo anno di Commissariamento non si poteva certo risolvere una simile crisi, ma oggi la situazione è sostanzialmente migliorata”. Così si è espresso Edo Ronchi , durante la presentazione del Dossier “Il risanamento ambientale dell’ILVA  dopo un anno di commissariamento”, sottolineando che l’ILVA  un’azienda con interventi tutti definiti, progettati e in parte realizzati”, definendo “consistente” la riduzione dei suoi impatti sull’ambiente, “a partire dalla qualità dell’aria nella città di Taranto, rientrata, per tutti i parametri, nella norma”.

Molte prescrizioni ambientali sono state attuate, tutte quelle prescritte sono state avviate, in particolare per le polveri sottilii dati sono fra i migliori delle città italiane,  e  il benzo(a)pirene si è ridotto di 10 volte arrivando a 0,18 nanogrammi/ m3 (l’obiettivo di qualità di legge è 1).

Questo è quanto emerge dal dossier, che analizza le cose fatte e quanto c’è ancora da fare e la qualità dell’aria rilevata dall’ARPA pugliese, presentato da Ronchi.

A un anno dalla nomina a sub-commissario (il mandato è scaduto il 4 giugno 2014) Ronchi, per quel che riguarda il futuro del grande siderurgico tarantino, punta dritto a due conditio sine qua non: "al fine di procedere con interventi e accelerare il processo di risanamento" serve sia "un commissario ambientale con poteri di intervento", sia rendere "effettive" risorse per almeno 800 milioni: una disponibilità finanziaria per il prossimo anno di commissariamento di almeno 550 milioni per il 2014 e di altri 250 milioni fino a giugno 2015, dedicati agli interventi prescritti in materia ambientale.

“Mi sono battuto per un anno – ha concluso Ronchi- con spirito di servizio, per far fronte a innumerevoli difficoltà, in una delle realtà industriali più complesse del Paese, trovata in una crisi profonda. Con la pubblicazione in gazzetta del DPCM con il Piano ambientale, si è entrati in una fase nuova”. 
Secondo l'ex sub commissario sarebbe necessaria una "modifica della Legge n°6 (di febbraio 2014, u
n provvedimento che tratta non solo della Terra dei Fuochi, ma anche di Ilva e di dissesto idrogeologico, ndr), un intervento legislativo per togliere da quel testo che è possibile sbloccare le risorse sequestrate, previa approvazione del Piano industriale. Questo perché "il Piano industriale è oggetto di trattative con i nuovi soci e la mia opinione è che quel Piano sia poco utile".

 

Durante la trasmissione A Conti Fatti, in onda su Radio Vaticana Italia la domenica e i giorni festivi alle 15.40, è intervenuto il prof. Roberto Randazzo, avvocato e docente di diritto degli Enti nonprofit presso Università Luigi Bocconi di Milano.

Filomena Pietrapertosa, dell'Istituto per l’analisi ambientale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, è intervenuta durante la trasmissione "A conti fatti" in onda su Radio Vaticana Italia ogni domenica alle 15.40 e in replica il lunedì alle 11.35.

Intervenuto durante la trasmissione "A conti fatti" in onda su Radio Vaticana Italia ogni domenica alle 15.40 e in replica il lunedì alle 11.35, il Responsabile Copperazione Internazionale di Kyoto Club, ci ha parlato di resilienza e cambiamenti climatici

Passo dopo passo, scoprire la Natura. Camminare  non solo per aiutare l’ambiente, ma anche per rigenerarsi. Si osserva, si scruta si ascolta il silenzio di parchi montagne o di lunghi sentieri nascosti tra i boschi. Ma anche quartieri  più periferici  rispetto alle vie centrali ordinate e pulite di una grande città come Milano. Proprio qui, in occasione dell’evento organizzato lo scorso fine settimana Federtrek, dallo stand "piazza del camminare" ha raccontato progetti, coinvolto un pubblico appassionato e presentato suggestioni – a volte un po’ provocatorie -  sull’importanza del camminare come scelta di vita. Anche in città, sempre e comunque. Ne abbiamo parlato con il Presidente, Paolo Piacentini

 

Il Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio di Capua è una struttura appartenente all’Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano. Da trent´anni è un punto di riferimento per le discipline medico-riabilitative che utilizzano il cavallo come strumento. Ne abbiamo parlato con la neuropsichiatra infantile Mariapia Onofri

 

Si è celebrata ieri, in tutto il mondo, la Giornata Internazionale dell'Acqua. Un omaggio alla risorsa più importante per la sopravvivenza del Pianeta. Si pensa che sia scarsa, ma “Di acqua a disposizione per gli uomini sulla Terra ce ne sarebbe in abbondanza, il problema è che la usiamo male ed è malamente distribuita”. E Il settore agricolo è il primo colpevole dello spreco idrico. Abbiamo approfondito l’argomento con il noto geologo, primo ricercatore del CNR, Mario Tozzi


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