Custodire il Creato, finora ne siamo stati i carnefici

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Già nel suo discorso di inizio pontificato, Papa Francesco aveva parlato di custodire il creato.
In occasione dell’udienza generale del 21 maggio scorso è tornato nuovamente sull’argomento con queste parole: “Dobbiamo custodire il creato: è un dono che il Signore ci ha dato, siamo custodi del creato e se lo sfruttiamo distruggiamo il segno dell'amore di Dio". Se noi non custodiamo il Creato, il Creato ci distruggerà”.

Finora però l’uomo non è stato all’altezza del compito.
Secondo il Living Planet Report del WWF dal 1970 ad oggi la biodiversità è calata del 52%, in 40 anni abbiamo perso oltre metà delle specie animali vertebrate.

Non solo la fauna, tutto il Pianeta è allo stremo.

Consumiamo troppo, la Terra non basta, per sostenere il nostro impatto c’è bisogno di un pianeta e mezzo, se tutto il mondo consumasse come l’occidente ne servirebbero addirittura sei.

Ancor più grave, consumiamo tanto e sprechiamo di più, se pensiamo che circa un sesto della popolazione mondiale soffre la fame mentre un terzo della produzione di cibo finisce nella spazzatura.

In tutto questo la temperatura globale cresce.
Gli scienziati del Panel Intergovernativo per i Cambiamenti Climatici ci dicono che per il 2050 metà dell’energia mondiale dovrà essere prodotta da fonti a bassa emissione di inquinanti e per fine secolo l’utilizzo dei combustibili fossili dovrà sparire.
Questo per evitare che i cambiamenti climatici in atto diventino irreversibili, con conseguenze devastanti.
Cambiamenti climatici che, sempre per gli esperti dell’IPCC, sono imputabili all’uomo. se il mondo non dovesse cambiare direzione.

L’uomo ha causato il danno e l’uomo è chiamato a ripararlo, per quanto sia ancora possibile

Finora siamo stati carnefici del Creato, forse è il caso di diventarne veramente custodi

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