Moblità (in)sostenibile

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Secondo l’ultimo rapporto Istat del 2014 sulla “Qualità dell’ambiente urbano”, i livelli d’inquinamento dell’aria sono in miglioramento. Restano alti  i livelli di alcuni inquinanti e in diversi capoluoghi si rilevano ancora gravi picchi di inquinamento. Tuttavia rispetto agli anni precedenti sono in calo le città che hanno sforato i limiti di concentrazione delle tanto pericolose polveri sottili.

Eppure negli ultimi mesi nelle principali città italiane si sono moltiplicati provvedimenti come targhe alterne o blocco del traffico per far fronte all’emergenza smog che avvelenava l’aria rendendola irrespirabile. Colpa certamente di un autunno asciutto e di un inverno sempre più ritardatario. Ma proprio questa è la dimostrazione di come basti pochissimo per rompere un equilibrio molto sottile e delicato.

La nostra aria sarà infatti meno sporca degli anni precedenti, ma rimane, comunque, sporca ai limiti della sostenibilità.


Troppe macchine. In Italia abbiamo 608 autovetture ogni 1000 abitanti. Siamo sesti nel mondo. In Europa solo il Lussemburgo ha un tasso di motorizzazione più alto del nostro.
Eppure mantenere una macchina costa tanto: secondo una stima fatta dal portale facile.it mediamente, tra tasse, assicurazioni, carburante e manutenzione ordinaria, l’auto ci costa 3.200 euro l’anno. Una bella cifra che però non ci scoraggia più di tanto nell’uso dell’auto nonostante la congiuntura economica così lungamente negativa.
 
Certo, l’autonomia e la comodità sono vantaggi senza prezzo. Ma forse la vera questione è la mancanza di un’alternativa valida all’automobile.
Nelle nostre città mancano linee metropolitane estese, e quando ci sono non sono all’altezza degli standard europei. Più in generale il trasporto pubblico non è sempre garantito e spesso è svolto in quelle condizioni al limite della dignità di cui ci parla il Santo Padre nella Luadato Si'.

 

Imprese e consumatori mostrano sempre più interesse per la mobilità elettrica e questo è un bene. Certamente il suo sviluppo mitigherà le problematiche legate allo smog ma il risultato sembra ancora molto lontano da raggiungere.
Servizi come il car sharing si stanno pian piano diffondendo, come anche la scelta della bicicletta come mezzo alternativo nonostante la mancanza di adeguate infrastrutture. Ma fino a quando non si investirà seriamente sullo sviluppo del trasporto pubblico non si potrà parlare di mobilità sostenibile.

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