La credibilità delle banche: questione di Uomini

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Negli ultimi anni le banche sono state spesso al centro di scandali e casi di corruzione finiti sulle prime pagine dei giornali, conquistando anche le discussioni degli italiani al bar o in strada. Non ultimo il caso della più antica banca del mondo, il Monte dei Paschi di Siena al centro di vicende giudiziarie che hanno messo i riflettori su operazioni finanziarie legate ai derivati.


Derivato, un termine misterioso per i più ma che nell’immaginario collettivo ha assunto la forma della finanza speculativa, sganciata dall’economia reale e senza senso compiuto. Come tutto ciò che non si capisce genera ansia e paura e si cerca il volto di chi è responsabile. Un nome e cognome, un ruolo, una storia che sappia spiegarci quale sia il problema al di la delle motivazione tecnico-finanziarie e che ispiri un’eventuale soluzione.
Innanzitutto il caso in questione è un problema etico. Se si aggirano le regole in vigore, se si fanno voli pindarici per giustificare operazioni fuori bilancio, se si trae un beneficio personale a danno di altri, sembra una spiegazione semplice, ma in questi casi il problema principale è l’Uomo, non le Regole che sono solo il risultato delle sue Scelte.
La questione nei giorni si ingigantisce poiché la rete degli Uomini che vigilano e normano, chiamati a fornire spiegazioni convincenti, peccano anch’essi di credibilità, così stretti in sistemi di relazione talmente vischiosi da rendere opaca  anche la più trasparente delle comunicazioni.
Ma in attesa che si spezzi il legame che annoda tra loro banche, autorità di vigilanza e politica e di Uomini con maggiore indipendenza e maggiore vicinanza ai cittadini, questi ultimi non sono stati fermi.
Infatti la crisi di fiducia nel sistema creditizio e finanziario, nella funzione sociale che sinora ha svolto come motore di sviluppo economico, acuita dalla stretta creditizia ha stimolato l’ingegno umano.
Ecco allora a coprire il vuoto lasciato dalla banche, tante sperimentazioni e la nascita del variegato mondo del crowdfunding (letteralmente: finanziamento dal basso, dalla "folla"). In poche parole, si tratta di raccolte di denaro promosse su internet per finanziare le più diverse iniziative e le offerte di azioni sul web per favorire il decollo di startup innovative. Raccolte che funzionano e che permetterebbero anche al tessuto imprenditoriale italiano caratterizzato da società  molto piccole di accedere a fonti di finanziamento. Questi sono sistemi che funzionano soprattutto per il legame di fiducia che si instaura tra chi eroga e chi usa i fondi erogati, quella che manca al sistema bancario.
La Consob , come contemplato nel "decreto crescita" del Governo è chiamata in questi giorni a trovare la giusta regolamentazione per affrontare la questione. Speriamo che gli Uomini di sopra sappiano ascoltare le richieste degli Uomini che dal basso stanno provando a trovare soluzioni.

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