Imprenditori e parti sociali: richieste comuni contro la crisi

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Lo scorso 28 gennaio tutte le associazioni di commercianti, artigiani, piccoli e medi imprenditori hanno manifestato in diverse numerose italiane per denunciare le crescenti difficoltà lavorative della crisi economica.

Durante questa giornata di mobilitazione nazionale, gli esponenti di Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani, Confartigianato e Confederazione Nazionale dell’Artigianato  hanno snocciolato i numeri impressionanti dell’emergenza: dal 2008 al 2011 i consumi sono calati a una media dell’1,3% ogni anno e il problema maggiore c’è stato proporio nel 2012, con un repentino crollo degli acquisti del 4,7%. Le conseguenze sono devastanti: nel Lazio chiudono 90 imprese al giorno, 60 solo a Roma; ed ogni due che chiudono, solo una nuova impresa nasce sul territorio. Solo nella capitale dal 2008 sono svaniti ben 100.000 posti di lavoro nel settore terziario che è il settore di punta della capitale.

Insomma, se Atene piange, Sparta non ride. Se la crisi finanziaria ed economica ha avuto però un effetto positivo è stato quello di aver messo sulla stessa barca realtà sociali che fino a qualche anno fa si vedevano su fronti divisi, contrapposti. Accade così che i medici manifestano con i pazienti per i tagli alla sanità; che industriali chiedano misure anticrisi assieme ai loro operai; che commercianti e consumatori protestino insieme contro tasse e imposte che abbattono il potere d’acquisto e, di riflesso, i consumi.

A riprova di questa convergenza bizzarra d’interessi ci sono le richieste avanzate dagli imprenditori che da una parte pretendono misure specifiche del loro settore come la lotta all’abusivismo, la semplificazione della burocrazia e il saldo rapido dei crediti con le pubbliche amministrazioni, che come sappiamo sono molto ingenti, ma dall’altra chiedono soluzioni al fianco delle parti sociali come la critica all’eccessiva pressione fiscale, la certezza del diritto, l’efficienza del servizio pubblico, il blocco dell’incremento dell’IVA, la facilitazione dell’accesso al credito.
Insomma, su queste battaglie sono tutti dalla stessa parte. Come nella livella di Totò il ricco e il povero, o meglio l’ex ricco e il nuovo povero, si ritrovano fianco a fianco a fronteggiare l’incertezza di una recessione che non sembra voler finire.

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