In piedi costruttori di Pace

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Già nel quarto secolo qualcuno diceva: “Si vis pacem para bellum” – se vuoi la pace prepara la guerra. Ma è proprio vero che per avere la pace bisogna essere pronti alla guerra e quindi in qualche modo essere temibili nell’attacco e preparati alla difesa?

Certo se fosse vero allora sarebbero più che giustificate le impressionanti spese militari che in tutto mondo appesantiscono i bilanci pubblici di Paesi a volte anche già affamati o in grave crisi economica. Perché certo la Pace è un valore assoluto senza il quale nulla a senso. Un valore che va difeso, verrebbe da dire, con le unghie e con i denti che sono appunto le nostre armi naturali.
Ma allora perché con le armi spaventose che l’uomo è stato in grado di creare avanzando nella tecnologia non siamo mai giunti ad una tale preparazione alla guerra da innescare una pace lunga e duratura?
Perché cioè, nonostante il potenziale delle nostre armi abbia raggiunto un livello tale da poter devastare il pianeta, non siamo mai riusciti a debellare il flagello della guerra che porta tanto dolore e tanta disperazione?
La storia insegna con una certa evidenza che il potenziale bellico può essere un valido strumento per determinare gli equilibri militari che sono alla base delle guerre e delle tregue. Ma certamente non è e non sarà mai il fondamento della Pace. Altrimenti l’avremmo già raggiunta da tempo.
Come ci ha ricordato un grande costruttore di Pace del nostro tempo – quale era l’amatissimo Vescovo di Molfetta e Presidente di Pax Cristi, Don Tonino Bello – la Pace è il frutto della Giustizia. E per debellare la guerra l’unica via da percorrere è si quella di combattere, ma di combattere le grandi ingiustizie che l’uomo produce. Perché è da queste che nasce la guerra.
Inutile allora sommare armamenti. Inutile perfino ridurre per sola ipocrisia politica i tanti armamenti. L’unica operazione efficace per costruire la Pace è quella di sottrarre le sopraffazioni.
E Don Tonino evidenziò anche un altro momento importantissimo per i costruttori di Pace: la bellezza del creato. Perché esiste un legame superiore tra il rispetto per la natura e la giustizia a cui l’uomo che ne è parte viene chiamato. Così come esiste un legame morboso tra l’ingordigia con cui viene sfruttata e deturpata la Terra e l’ingiustizia che proprio così si genera nelle nostre società.
Il rispetto per la bellezza di quanto ci è stato donato diventa allora per Don Tonino Bello il fondamento della Giustizia il cui frutto prezioso è proprio la Pace.

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