Bel Paese tra ecomostri e bellezze naturali

Scritto da   Stampa Email

Pochi italiani sono consapevoli che i luoghi speciali proclamati dall’Unesco patrimonio dell’umanità non sono solo opere costruite dalla mano dell’uomo come città e monumenti, ma anche ambienti naturali la cui straordinarietà va preservata perché le generazioni future possano goderne.

 Il World Heritage Fund dell’Unesco si propone di catalogare e preservare siti di eccezionale importanza che possono essere considerati Patrimonio comune dell’umanità.

L’Italia è la nazione che ne ospita di più, ben 47, immediatamente seguita da Spagna e Cina. E tante di queste meraviglie sono di origine naturale, come le Dolomiti o il Parco interregionale Delta del Po

Ma cosa facciamo per proteggere e valorizzare una risorsa tanto importante?
Secondo dati dell’Istat, nel 2010 l'ammontare della spesa ambientale erogata dalle regioni italiane è stata pari a 4.329 milioni di euro, corrispondente a una spesa media di 71,6 euro per abitante, con un'incidenza sul Prodotto interno lordo (Pil) pari allo 0,28%. Rispetto al 2009 la spesa è diminuita di circa il 15%!
Oltre la metà della nostra spesa ambientale è impegnata per la sua tutela, ma questo non basta se non viene accompagnato da un investimento per la valorizzazione, anche in senso turistico, delle nostre bellezze e soprattutto da una decisa lotta all’abusivismo e alla cementificazione selvaggia.
Gli ecomostri che devastano il territorio, le vittime del dissesto idrogeologico alimentato dall’abusivismo edilizio, gli affari sporchi consumati dalle ecomafie, conducono il Bel Paese in apnea profonda. Secondo le stime di Legambiente le abitazioni abusive costruite dal 2003 a oggi sono oltre 258mila e hanno prodotto un fatturato illecito pari quasi 2 miliardi di euro.
Nel nostro Paese urgono allora azioni decise per la messa in sicurezza del territorio, per una vera e propria guarigione ambientale. La riconversione del patrimonio edilizio è l’esatto contrario della politica dei condoni, quella che causa solo ulteriore abusivismo moltiplicando i cantieri illegali ed esponendo a nuovi rischi i nostri territori. È in questo senso necessaria formazione professionale specifica per creare figure legate alle attività di conservazione e riqualificazione del patrimonio.
Imprese, enti locali, università e istituzioni devono lavorare insieme per rendere efficace ed efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche a disposizione, a partire dai fondi europei mai abbastanza sfruttati dal nostro Paese. Più in generale è urgente migliorare la coscienza ambientale di tutti i cittadini perché questa sensibilità salga fino ai piani alti dove vengono decise le strategie e stabiliti gli investimenti. E se questo è vero per tutto il mondo a maggior ragione deve esserlo per il Bel Pese che di fronte al mondo ha la responsabilità e il privilegio di tutelare alcuni tra i più importanti patrimoni naturali e artistici del Pianeta.

Informazioni aggiuntive