Il Terzo Settore patrimonio da valorizzare

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Erano un gruppo di genitori con figli sottoposti a cure oncologiche. E vent’anni fa ebbero la bellissima idea di aprire una struttura di accoglienza per i familiari di bambini trasferiti in cura a Roma.


Così nacque l'associazione Peter Pan Onlus che oggi dispone di tre edifici a Trastevere, vicino al Bambin Gesù, che danno ospitalità gratuita a decine di famiglie. L’associazione si avvale del lavoro di alcuni professionisti e circa 200 volontari. Il tutto senza costi per lo Stato perché si sostiene con finanziamenti privati. La sanità pubblica ne trae un grande giovamento perché i bambini restano ricoverati negli ospedali solo per il tempo necessario alle cure, passando la convalescenza in queste strutture.

Peter Pan è un buon esempio, uno dei migliori, delle potenzialità e dell'importanza del Terzo Settore, quella galassia della solidarietà che affianca il Pubblico nell'assistenza alle fasce deboli della popolazione. Una realtà viva e importantissima che non ha scopo di lucro: un settore che si definisce “terzo” proprio perché è diverso sia dallo Stato, sia dal Mercato.

In Italia il Terzo Settore annovera 235 mila organizzazioni non profit e dà lavoro a quasi 500mila persone. I volontari sono ben 4 milioni. Il valore economico di tutto questo è quantificato in 67 miliardi di euro, pari al 4,3% del Prodotto Interno Lordo. Con un trend crescente negli ultimi anni. In un periodo di grave crisi economica, è evidente il contributo essenziale del Terzo Settore alla vita del Paese. Un ruolo purtroppo mortificato dal sostanziale disinteresse che si registra sui temi del no profit. E invece, oggi più che mai, alle istituzioni spetta il compito di valorizzare questo patrimonio. Un impegno su cui si “misura” la reale maturità delle forze politiche.

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