1 Maggio festa di chi?

Scritto da   Stampa Email

1 Maggio festa dei lavoratori, festa che purtroppo coinvolge sempre meno italiani. Festa di giovani, e meno giovani, che un lavoro, spesso precario, più che festeggiarlo lo cercano o lo rimpiangono.

Secondo elaborazioni Adnkronos su dati Istat negli ultimi cinque anni la disoccupazione (parliamo di over 15) in Italia è quasi raddoppiata (+ 82,2%). Un italiano in cerca di lavoro su due è al sud, ma il fenomeno è ormai nazionale, tanto che al nord il tasso di disoccupazione è aumentato del 121,3%. Secondo gli aggiornamenti dell’Istituto di statistica i disoccupati 2012 sono in media 2,74 milioni, il dato più alto da quando dieci anni fa è iniziato il monitoraggio. Prima della crisi i disoccupati al nord erano 432.000 (28,7% del totale), al centro 267.000 (17,7%) e al sud 808.000 (53,6%). Dopo i cinque anni i disoccupati al nord arrivano a quota 956.000, mentre al sud sono addirittura 1,3 milioni.

E non si tratta solo di disoccupati dell’ultim’ora; il numero di chi cerca lavoro da oltre un anno è infatti aumentato del 104,4%. E tra questi sicuramente tanti giovani, il cui tasso di disoccupazione si attesta ormai al 35,3%.

“La grande tragedia di questi tempi, la prima priorità del mio governo, è il lavoro. Solo col lavoro si può uscire da questo incubo di impoverimento e imboccare la via di una crescita non fine a se stessa ma per la dignità e il benessere”. Così Il Neo Premier Enrico Letta nel suo primo discorso alla Camera.

Da dove dovrà ripartire il governo per invertire la tendenza? Non c’è che l’imbarazzo della scelta, dagli incentivi fiscali per agevolare le assunzioni, alla riduzione della tassazione sul lavoro (in Italia un lavoratore non sposato costa all'impresa circa due volte il suo stipendio netto, contro un rapporto pari a 1,7 nel resto dell'area euro) a politiche che diano un po’ di ossigeno alle imprese, dai pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione, allo sbocco del sistema creditizio, allo snellimento dell’apparato burocratico.

Tanta carne al fuoco, forse troppa per un governo che nasce a due mesi dalla tornata elettorale e con tante incognite al suo interno. La speranza è che qualcosa si cominci a fare, anche su uno dei temi su cui le divergenze ideologiche presenti all’interno dell’esecutivo potrebbero emergere con più forza.

 

1 Maggio 2013

Informazioni aggiuntive