Finanza etica per ridare fiducia all'economia

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Uno degli effetti più devastanti della crisi finanziaria ed economica è senza dubbio il clima di profonda sfiducia che ha generato nell’intera società. La mancanza di fiducia che ha pervaso i mercati finanziari di tutto il mondo ha infatti innescato una sorta effetto domino che ha finito per travolgere ogni cosa: non riusciamo più a fidarci dell’economia, delle istituzioni, dei media, delle banche, del vicino di casa.

È diventato impossibile ogni meccanismo di delega e di sussidiarietà e questo ha inceppato ogni processo di gestione e di sviluppo sociale.

La Finanza del nostro tempo passerà alla storia come il grande imputato di questa empasse sociale ed economica. Ma nonostante questo continua a rappresentare una delle più importanti leve per un cambiamento possibile.

Pensiamo a quello che potrebbe fare la finanza se tornasse a svolgere la sua funzione sociale primaria: quella cioè di gestire il denaro non più come fine ultimo ma come mezzo per aiutare la società e l’economia a creare valore. Pensiamo a quanto potrebbe incidere sull’economia e sulla società se smettesse di controllare ogni potere politico e tornasse ad essere uno strumento potente della politica per il servizio all’Uomo e alla Società.

Già perché se con le sue perversioni il potere della finanza ha finito per stravolgere le regole naturali del vivere umano – come è avvenuto ad esempio con la speculazione selvaggia sulle materie prime alimentari che ha portato alla fame centinaia di milioni di persone – con un minimo di sani principi lo stesso potere potrebbe garantire all’umanità risultati straordinari sul fronte sia sociale che ambientale.

Qualche segnale in questo senso si comincia a vedere. Sono in aumento ad esempio le istituzioni finanziarie come Barclays, Bnp Paribas, alcune banche danesi e austriache, che hanno deciso di interrompere i loro investimenti speculativi sul cibo.

Ma soprattutto si affacciano sulla scena della finanza e della politica mondiale nuovi modelli di investimento chiamati Impact Investing e Social Impact Bond. Sono strumenti finanziari su cui il risparmiatore e la pubblica amministrazione posso vincolare il loro investimento non solo alla speculazione finanziaria e quindi al guadagno, ma anche al raggiungimenti di specifici obiettivi sociali e ambientali. Ti do la mia fiducia solo se mi dimostri che il mio guadagno produce un beneficio misurabile per la società e per l’ecosistema.

Modelli innovativi improntati alla trasparenza e a ricostruire un rapporto di fiducia tra chi investe capitali privati e chi li usa per partecipare alla costruzione del Bene Comune.

Tutti dovrebbero ricercare e preferire investimenti come questi. Perché senza rinunciare al guadagno oggi esiste la possibilità di investire in modo responsabile moltiplicando i ritorni sulla società e sul territorio.

Il cibo e l’agroalimentare potrebbero essere un buon punto di partenza. Non sarà un caso che sono al centro dell’EXPO 2015 e quest’anno le Nazioni Unite e la Fao per la Giornata dell’Ambiente, il 5 Giugno abbiano pensato al tema “Think.Eat.Save”, pensare, mangiare e risparmiare.

Il cambio di paradigma in questo caso è facile: agganciare la finanza – tipicamente opaca – ad una economia reale tipicamente trasparente come quella agricola. Dimostrare ai grandi capitali privati come la Terra è il miglior investimento possibile per le generazioni attuali e future, al riparo da bolle speculative e da interessi personali in contrasto con quelli generali.

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