L’Italia come trent’anni fa: la crisi del mercato immobiliare

Scritto da Samanta La Manna Stampa Email

Fare un passo avanti per poi farne trenta indietro: anche questa è l’Italia degli ultimi mesi. Il passo in avanti riguarda l’inflazione, che fortunatamente sta continuando la sua frenata. I passi indietro sono quelli che invece ha fatto il settore degli immobili.

L’Agenzia del Territorio tramite il suo Osservatorio per il mercato immobiliare ha diffuso i dati dell’ultimo rilevamento e ne viene fuori che la situazione è la peggiore degli ultimi trent’anni, con 448 mila abitazioni in compravendita, facendo tornare il Belpaese ai valori del 1985 quando le case comprate e vendute erano 430 mila. Nel 2012 quindi, circa il 26% in meno rispetto all'anno precedente. Vuol dire che in 12 mesi si sono persi sul mercato circa 27 miliardi di euro.

Dopo l’inversione di tendenza registrata a partire dal 2007, seguita al decennio di crescita 1997-2006 nel quale le abitazioni compravendute sono aumentate quasi dell’80%, la caduta del settore sembrava potersi arrestare. Invece, dopo la sostanziale tenuta del mercato nel biennio 2010-2011, il risultato del 2012 è stato senza dubbio deludente. Nelle otto principali città italiane (Roma, Milano, Torino, Palermo, Genova, Bologna e Firenze) il calo delle compravendite è stato circa del 22%. La causa principale dell’andamento negativo del mercato immobiliare è da imputare alla crisi economica che dal 2008 imperversa nel nostro Paese.

 

Da tutto questo scaturisce un problema sociale e abitativo che non può più rimanere inascoltato dal mondo politico. La stessa instabilità legislativa riguardo l’imposizione fiscale mette un freno alla crescita del mercato e soprattutto blocca psicologicamente gli italiani, anche quelli che possono, a comprare casa.

Non sono solo i più poveri a risentire di questo disagio. C’è, infatti, una classe intermedia composta da persone sole, nuclei familiari monogenitoriali, giovani coppie, lavoratori precari, immigrati, studenti, anziani soli, che hanno un reddito troppo alto per l’edilizia residenziale pubblica ma troppo basso per accedere al mercato degli affitti e della proprietà. Il mercato soddisfa con sempre maggiore difficoltà i bisogni di tale fascia di utenza ed è proprio per questo che da qualche anno a questa parte sta prendendo piede anche in Italia il fenomeno del social housing una combinazione tra politiche pubbliche e iniziative private che risponde a questa esigenza di casa ma a prezzi calmierati.

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