Editoriale Lavoro - Claudio Capezzuoli - Meeting Rimini 2013

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In questi ultimi anni stiamo assistendo purtroppo a una crisi generalizzata che colpisce molte imprese e inevitabilmente colpisce anche i lavoratori. Il fenomeno della disoccupazione è un fenomeno che sta mietendo molte vittime e la cosa più preoccupante è sicuramente anche l'aspetto della disoccupazione giovanile. Ci si sta interrogando in molti modi su come uscire da questa crisi.

Io credo che un tema fondamentale riguardi il tessuto economico e produttivo italiano; consideriamo che il 98% delle imprese italiane sono piccole e medie imprese, spesso anche micro imprese, e credo che lì sia importante trovare quelle risposte alla crisi.

Io credo che importante sia ripartire dalle persone, citando anche l'Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in Veritate credo che vada un po' recuperato il senso del bene comune. Credo, è un po' quello che la nostra associazione sta cercando di fare, che si debba cercare l'aggregazione tra imprese perché la dove un piccolo non riesce a fare una cosa da solo, magari più piccoli possono fare cose importanti.

Un altro aspetto a mio avviso importante è quello di facilitare il passaggio delle conoscenze, cioè non disperdere l'enorme patrimonio di conoscenze. Soprattutto questo deve essere un segnale di speranza per i giovani perché credo che siano loro al centro di questo cambio del modello culturale.

Toccando questo aspetto credo che un ruolo importantissimo possa essere ed è giocato dagli immigrati. Un dato per esempio su Roma, considerate che l'artigiano a Roma si tiene ormai per il 30% attraverso il contributo degli immigrati, perché hanno sete di novità, perché vogliono lavorare, perché spesso e volentieri vengono già da una crisi e quindi non è che possa fargli paura la crisi che trovano qui in Italia o nei paesi europei. Credo che vada fatto un'enorme passo in avanti, che è quello, comunque al di la dei diritti lavorativi, ma vadano riconosciuti i diritti della persona.

Io credo che rappresenti veramente uno scandalo il fatto che ancora oggi non sia stata fatta una legge sulla cittadinanza; tra l'altro credo che sia un patrimonio anche per il futuro, perché questi giovani che sono stati educati dalla scuola italiana, sono giovani che potranno e debbono costruire il futuro del paese.

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