Editoriale Giustizia - Alessio Scandurra - Meeting di Rimini 2013

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L'emergenza giustizia in questi anni in Italia è certamente stata un'emergenza di sistema, ma è anche un'emergenza uomo, nel senso che è una condizione che comporta una costante violazione dei diritti più elementari delle persone coinvolte dal sistema della giustizia, in particolar modo della giustizia penale.

A partire dalla lunghezza e dalla durata dei processi, l'Italia da molti anni è uno dei paesi che subisce più condanne dalla corte europea dei diritti dell'uomo proprio per la durata irragionevole dei processi, ma in particolar modo di nuovo in riferimento alla giustizia penale anche il diritto alla difesa nel nostro paese è un diritto garantito poco e male. La difesa d'ufficio e la difesa per i non abbienti di fatto sono degli strumenti che non garantiscono soprattutto le fasce più deboli, gli stranieri che non ne conoscono il funzionamento, questo comporta che decine di migliaia di persone di fatto hanno un accesso al diritto alla difesa tecnica decisamente di serie B.

Per quanto riguarda poi l'emergenza principale del nostro sistema giustizia in questo momento, ovvero l'emergenza carceri, va tenuto presente che siamo davanti a un'emergenza che non è accompagnata a un'emergenza criminalità. Non c'è una crescita nella criminalità nel nostro paese, c'è semplicemente un numero irragionevole di persone detenute dentro le nostre carceri, 20/30 mila in più rispetto alla capienza effettiva, la capienza effettiva è un dato difficile da quantificare, il sistema è in una cronica carenza di risorse. Bisogna ridurre il numero degli ingressi in carcere, bisogna intervenire sul codice penale, depenalizzando alcuni reati, le cose da fare sono note, noi e molti altri le indichiamo da tempo, ma si aspetta che ancore la politica se ne faccia carico.

Una particolare attenzione al tema della mediazione culturale. Su questo fronte c'è una carenza cronica. Oggi nella maggioranza delle carceri italiane, dove i detenuti stranieri sono una presenza attorno al 30%, ma in molti casi si superano punte del 50/60%, nella maggior parte delle carceri italiane la mediazione culturale non è garantita.La mediazione culturale è uno degli ultimi servizi che in questi anni sono entrati in carcere e quindi con la crisi finanziaria di questa stagione è stato uno dei primi a sparire.


Alessio Scandurra,

Coordinatore dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione dell’Associazione Antigone

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