Editoriale Terzo Settore - Stefano Zamagni - Meeting di Rimini 2013

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I dati che l'Istat ha pubblicato nelle settimane scorse, riguardanti il secondo censimento nazionale sul terzo settore, dicono che siamo di fronte a una realtà in continua espansione. Negli ultimi dieci anni i soggetti di terzo settore sono aumentati del 28%, così come è aumentata l'occupazione e il così detto volume d'affari. Stiamo parlando di una grande realtà.


Oggi il terzo settore italiano è a un punto di svolta, bisogna transitare da un terzo settore così detto redistributivo, ad un terzo settore produttivo. Il redistributivo è formato da quelle associazioni di varia natura che ridistribuivano, nel senso del portare aiuto assistenza conforto a seconda dei casi ai vari portatori di bisogno. Questa funzione continuerà inevitabilmente, ma non basta.
Bisogna che una realtà come la nostra passi a livello produttivo, cioè di chi genera valore, di chi genera risorse che servono al proprio sostentamento, perché è ovvio lo capiscono tutti ormai i soggetti di terzo settore, non possono più pensare di finanziare le proprie attività con le risorse degli enti pubblici, Stato, regioni e comuni.
Questa è oggi la grande sfida che vuol dire passare dal concetto di operatore sociale al concetto di imprenditore sociale. Imprenditore sociale, cioè dire un soggetto che genera valore aggiunto sociale non avendo finalità lucrative.
Tutto questo è particolarmente importante se applicato alla tematica degli immigrati, perché fino adesso il problema dei flussi migratori come sono stati affrontati in chiave sostanzialmente risarcitoria e assistenziale. Arrivano gli immigrati diamo loro la coperta, una scodella, possibilmente un tetto. Oggi questo è chiaro che non basta più, perché gli immigrati se vengono cercano lavoro, perché cercano una modalità di vita diversa uno stile di vita diverso.
Quindi i soggetti di terzo settore, e quindi capiamo perché è urgente la transizione verso il terzo settore produttivo perché sono quei soggetti che sono in grado di avviare al lavoro nel senso dell'acquisizione delle competenze  necessarie delle abilità richieste per i soggetti che arrivano dall'estero alla ricerca di attività lavorative. Altrimenti se andiamo avanti con il  vecchi terzo settore otterremo sicuramente dei risultati significativi ma di breve termine, perché è ovvio che dopo lo sbarco, dopo gli arrivi, a volte di fortuna non può esserci una integrazione effettiva di tipo sostenibile.

Stefano Zamagni

Economista e grande esperto di terzo settore (ex presidente dell'Agenzia per il terzo settore)

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