Posto fisso e stabilità. Ma il vero tema è il coraggio!

Scritto da Pierluigi Sassi Stampa Email

Quella del “posto fisso” è però per molti aspetti una falsa questione.

Le dinamiche produttive e competitive dell’economia globale hanno eliminato da tempo la possibilità, anche solo teorica, di un collocamento capace di mettere i lavoratori al riparo dai rischi del cambiamento.

E questo fatto ha certamente sgombrato il campo da quell’idea malata di posto fisso che ha caratterizzato per molti decenni le nostre “politiche” del lavoro.

Per sopravvivere e sviluppare le imprese sono oggi chiamate ad una efficienza e ad una competitività talmente esasperate da richiedere ogni possibile forma di ottimizzazione.

E d’altro canto il ruolo delle organizzazioni produttive è talmente centrale per la stabilità del lavoro, e quindi per la stabilità sociale di cui in realtà parla il Ministro, che non si può far altro che tutelare con la massima cura i loro bisogni primari.

Quella che però non può essere mai persa di vista è la centralità dell’uomo. L’impresa così come la politica sono al servizio dell’uomo e devono operare nel suo esclusivo interesse.

Dietro alle fredde cifre della flessibilità e più in generale dell’occupazione, si nasconde spesso il dramma di molti lavoratori schiacciati da logiche e meccanismi di fronte ai quali nulla possono. è qui che la politica deve fare il suo dovere ed offrire gli strumenti necessari a sostenere la flessibilità in tutte le sue fasi.

Quelle della competitività esasperata e della centralità dell’uomo sembrerebbero essere, e vengono spesso rappresentate come due rette divergenti destinate a non incontrarsi mai. Complici spesso i retaggi storici e le convenienze politiche che ne derivano, continua ad essere offerta ed interpretata una rappresentazione della realtà fasulla e ormai barocca nella quale capitale e lavoro sono ancora lì a duellare come nel secolo scorso.

Ma il vero tema è il coraggio. Il coraggio di mettersi in gioco ogni giorno sia come imprenditori che come lavoratori. Il coraggio di guardare alle sfide del nostro tempo cogliendo fino in fondo la necessità di una più stretta alleanza tra politica, impresa, lavoro.

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