Roberta Cafarotti

Roberta Cafarotti

Presidente di CeSAR Centro Studi Accademici sulla Reputazione.
Si è laureata in Scienze Statistiche ed Economiche alla Sapienza e da allora misura il mondo, ama i numeri con la speranza di mettere il suo mestiere al servizio del bene comune.

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“Studiare, studiare, ma dopo la morte a cosa serve?” cita un noto detto latino. Se alla parola studiare che può avere il sapore di nozioni stantie, faticose interrogazioni ed insegnanti arcigni si sostituisse applicarsi con passione, allora la domanda perde tutta la sua carica provocatoria.

Marinella Placido, socio fondatore della Onlus Impresa Sant’Annibale, è stata intervistata da “A conti fatti”, il programma di economia sociale realizzato dalla redazione di economiacristiana.it e trasmesso dal canale italiano della Radio Vaticana (in onda ogni domenica alle 12.30 ed in replica il lunedì alle 15.05).

Da un paio d’anni, il PIL italiano non vive una grande stagione, le sue fluttuazioni creano un sentimento di forte preoccupazione anche tra coloro che si interessano poco di economia ed è diventato un comune argomento di discussione.

Le cronache di questi giorni raccontano di una crescita esponenziale dei suicidi causati dalla crisi economica. Si tratta di facile giornalismo farcito di sensazionalismo? Sono gli unici traditi dal mondo del lavoro? In realtà esiste un fenomeno molto più preoccupante ed economicamente impattante: sono in rapida ascesa i giovani che rinunciano a lavorare e a studiare (in linguaggio tecnico gli inattivi, termine che descrive in modo cupo la sostanziale non partecipazione economica alla vita del paese) e coloro che attendono un posto di lavoro (i disoccupati ). Fenomeno che suscita meno lacrime ma che ha effetti permanenti pericolosi sulla società e sulla possibile ripresa economica.

L’Italia è il paese con il più vasto patrimonio culturale del mondo. Lo dicono le poche statistiche al riguardo e lo dicono i luoghi comuni ormai globalizzati. Per questo c’è da ringraziare moltissimo i nostri antenati, ma se è vero che La Terra non è un'eredità dei nostri padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli (detto indiano recitato ormai come un mantra) verrebbe da chiedersi se le nostre progenie hanno ben riposto la loro fiducia.

In Europa tutti ormai si preoccupano dell’ambiente. In una recente indagine che ha approfondito le opinioni dei cittadini sul cambiamento climatico, alla domanda sui problemi che affliggono il pianeta, la maggioranza degli europei cita la scarsità dell’acqua (28%) e il cambiamento climatico (20%) come principali preoccupazioni.

Non è tempo di vacanze. La crisi aleggia e incupisce gli animi degli italiani che sono meno disposti a viaggiare. L’ISTAT parla nel 2011 di flessioni importanti del numero di viaggi e del numero di pernottamenti attorno al 15% rispetto all’anno precedente.

Investire i propri risparmi e promuovere un mondo più giusto è possibile: la finanza etica ci ha insegnato che mettere il cuore negli affari non toglie ma arricchisce addirittura.

Una riflessione sul volontariato, mondo variegato e difficilissimo da inquadrare per coloro che si occupano di numeri. Il mondo silenzioso di coloro che dedicano gratuitamente proprie energie agli altri è immenso.

Il prof.Borgonovi (Cergas) commenta per la rubrica Italianamente il Rapporto 2011 dell’Osservatorio sulla funzionalità delle aziende sanitarie italiane (Oasi).

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