Editoriale

L’Italia è ormai entrata in piena campagna elettorale.Tra poco più di un mese gli italiani saranno chiamati a scegliere chi dovrà portare il paese definitivamente, si spera, fuori dalla crisi.
“Le crisi servono ad evitarci il peggio”, lo credeva la psicanalista francese Christiane Singer e sembrano esserne convinti anche gli italiani, dipinti nel 46° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese.
Frequenza in aumento di eventi quali  uragani, temporali, inondazioni; e poi desertificazione, innalzamento del livello dei mari: sono solo alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici.
Quando si parla di ricerca in Italia il quadro che ne esce è ricco di luci ed ombre.Da un lato i nostri ricercatori e i risultati prodotti costituiscono una delle eccellenze che qualificano il nostro Paese in ambito internazionale.
Oggi, in Italia, vivono 3 milioni di persone in stato di povertà alimentare e il loro numero è destinato ad aumentare.  Un milione e trecentomila sono bambini e anziani e poi: famiglie, giovani, disoccupati, genitori separati; sono i nostri vicini.  
Gli stranieri residenti in Europa arrivano alla consideravole quota di 33 milioni di persone. Solo in Italia, terra di frontiera, i residenti regolari sono quasi 5 milioni.
La Legge di Stabilità scatena la dialettica tra le forze politiche e sociali. In questo dibattito, si intavedono chiaramente i bacini elettorali e gli interessi di riferimento di ogni attore in campo.
L’Italia sta facendo grandi sacrifici per rimettere in ordine i conti pubblici. Ma le previsioni economiche indicano che la strada da percorrere è ancora lunga.
La grande sfida dell’Uomo in questo millennio è quella di realizzare processi produttivi ecosostenibili. In quest’ottica, va ribadito che la buona economia è tale soprattutto se è finalizzata, oltre che sulla ricerca di un equo profitto, anche sul rispetto dell’Uomo e dell’Ambiente.
Il Decreto Sanità del Ministro Balduzzi terminerà presto il suo iter parlamentare. La vera grande novità del Decreto è il tentativo di decongestionare gli ospedali dando maggiore importanza, maggiore centralità, all’assistenza sanitaria offerta dai medici del territorio.

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